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Viterbo – È stato risarcito con cinquemila euro il pedone che attorno alle 23 del 25 giugno 2021 è stato falciato da un’auto mentre stava attraversando viale Raniero Capocci in un tratto privo di strisce pedonali, tra porta Romana e piazza Crispi, poco prima del sottopassaggio.
Lo ha stabilito il giudice di pace Mauro Fagioni del tribunale di Viterbo, davanti al quale è finito a processo per lesioni il conducente della vettura. Responsabile civile l’assicurazione, citata dal difensore di parte civile Stefano Billi. La parte offesa nel frattempo, prima della discussione, raggiunto l’accordo, ha rimesso la querela.
Sul posto intervennero polizia e 118.Il povero pedone, un clochard viterbese, fu portato in ambulanza all’ospedale di Viterbo e finora non aveva visto un euro di risarcimento, anche perché firmò le dimissioni prima che fosse emessa una prognosi, pur tornando successivamente al pronto soccorso per farsi medicare le lesioni.
Lo scorso 15 luglio ha testimoniato un automobilista che viaggiava dietro la macchina investitrice e che sulle prime ha pensato ci fosse scappato il morto. “La strada era buia, scarsamente illuminata, e quando visto il pedone a terra sopra un’enorme chiazza rossa ho pensato che fosse sangue e che era morto. Invece, guardando meglio, non era sangue ma un grosso cocomero, un’anguria che teneva sotto braccio e che nell’impatto era caduta per terra e si era spappolata. Il ferito aveva in mano un paio di bottiglie di birra e una busta con la spesa, tutto sfracellato sull’asfalto”.
“Il botto è stato grosso. Io quello ho sentito un gran botto, mentre non ho visto il pedone, o meglio ho forse visto un’ombra nera, ma avrei potuto centrarlo anche io se fossi stato davanti invece che dietro. La strada era al buio, alberata e sotto gli alberi c’erano proprio le fratte. Tutto nero fuori dai fari. Per me, il pedone era impossibile vedere e inoltre non c’erano in prossimità strisce pedonali, le prime erano molto lontane dal luogo del sinistro. Lo avrei investito pure io”, ha ripetuto più volte il testimone.
“Stavo raggiungendo gli amici al bar di piazza Crispi, invece mi sono fermato a fare una mano ai soccorritori, solo per pulire la strada siamo andati avanti avanti fino all’una di notte”, ha concluso.
La vicenda è finita davanti al giudice di pace per problemi con l’assicurazione. “Per una serie di motivi, la parte offesa è stata sottoposta a visita solo tra gennaio e febbraio di quest’anno, e l’assicurazione non ha ancora fatto una proposta risarcitoria”, ha spiegato l’avvocato Stefano Billi che assiste la vittima del sinistro.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
