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Dai morsi in faccia alle botte davanti ai figli, codici rossi in tribunale…

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Viterbo – Anche Viterbo celebra oggi la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, A parte il nuovo processo a Rudy Guede – accusato da una 25enne viterbese di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti –  il caso più eclatante di violenza nei confronti delle donne, trattato nelle aule penali del palazzo di giustizia del Riello nel corso del 2025, è quello sfociato nell’omicidio di Fabrica di Roma dello scorso 26 luglio, quando una lite tra cognati è finita con la morte di uno di loro. 


Tribunale di Viterbo - La panchina rossa inaugurata il 25 novembre 2022

Tribunale di Viterbo – La panchina rossa inaugurata il 25 novembre 2022


Perdonato, le uccide il fratello. “Mi ha picchiata quando ero incinta di 18 settimane”. Ma lo scorso 3 giugno, al processo per maltrattamenti aggravati davanti al collegio, la donna ha ritrattato tutte le accuse rivolte all’imputato nella denuncia del 18 giugno 2024. A distanza di un anno, dopo avere rimesso la querela e la nascita del bambino, la donna ha annunciato di averlo perdonato, di averlo ripreso in casa, “per crescere insieme a lui nostro figlio”, annunciando di essersi tolta la sua parte di braccialetto elettronico per aggirare la misura dell’allontanamento. Poche settimane dopo, il 26 luglio, l’uomo le ha ucciso il fratello, durante una lite perché il congiunto la stava difendendo. 

Picchiata davanti al figlioletto. Sempre la scorsa estate, il gip ha negato la richiesta di patteggiamento, il rito che prevede lo sconto di un terzo della pena, a un uomo finito a processo davanti al collegio col giudizio immediato. Nessuno sconto di un terzo della pena per il 45enne dello Sri Lanka che lo scorso 26 luglio avrebbe picchiato la compagna davanti al figlioletto di appena cinque anni, facendola finire due volte in un anno al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa, con prognosi di 10 e 30 giorni. 

Stupra minorenne ubriaca. Pochi giorni fa, il 17 novembre, è stato invece il collegio a negare il patteggiamento a un 39enne accusato di avere violentato una studentessa quindicenne mentre era ubriaca, estorcendole un rapporto sessuale completo, che poi la giovane ha confidato alle insegnanti della scuola del centro dei Cimini dove vive, facendo scattare le indagini che hanno condotto all’imputato. Il collegio ha sottolineato come l’imputato si sia reso responsabile di violenza sessuale pluriaggravata: dalla minore età della vittima, dal rapoorto completo nonché dalla minorata difesa dovuta allo stato di ubriachezza.

Morsi e revenge porn. A fine ottobre, nel frattempo, è stato condannato a due anni di reclusione per stalking l’ex 29enne di una studentessa di biologia 23enne, che nel 2023, dopo la fine della relazione, ha minacciato di tappezzare l’università di foto “osè” della vittima. mentre stavano insieme, l’avrebbe morsa per ben tre volte sulla faccia, una volta sulla guancia destra, un’altra sulla sinistra e una sulla fronte.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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