Viterbo – La Fortezza attacca l’amministrazione guidata da Chiara Frontini: “Multati per uno striscione sulla remigrazione”.
Una multa per uno striscione affisso in uno spazio privato. Da questo episodio nasce l’attacco del movimento politico La Fortezza Viterbo, che in un post pubblicato sui social protesta contro l’operato del comune.
La Fortezza Viterbo – Lo striscione sulla remigrazione
Il movimento, che si presenta come “Associazione consultiva di proposta politica per Viterbo e la Tuscia, fondata su princìpi sovranisti, di preferenza nazionale, giustizia ed equità sociale”, scrive: “Il comune ci multa per lo striscione remigrazione”, sostenendo che l’amministrazione “abbia tempo di preoccuparsi e multare l’affissione di uno striscione in uno spazio privato”, mentre – a loro giudizio – le vere urgenze cittadine sarebbero altre.
Nel post si afferma che “i problemi di Viterbo sembrano essere così pochi e irrilevanti” da permettere interventi su episodi simili, mentre “nella scala delle priorità evidentemente non ci sono le case di spaccio a poche centinaia di metri (o addirittura limitrofe) al suddetto striscione, non c’è degrado o insicurezza, non ci sono orde di perdigiorno che tra una dose e l’altra molestano i residenti, scatenano risse e trasformano intere aree della città in off-limits per i viterbesi”.
Secondo La Fortezza Viterbo, “tanto è stato detto, tanto è stato promesso ma ben poco è stato fatto”. Il gruppo cita “la rimozione di una panchina”, definita “un provvedimento inutile e totalmente all’antitesi di una politica civica”, oltre a “un paio di sgombri a carico di fasce sociali deboli”, mentre “altri fortini del degrado rimangono in piedi indisturbati”.
Il movimento domanda se “si faccia propaganda facendo i forti con i deboli e i deboli con i forti”, sostenendo che “tutti sappiamo qual è la fonte da cui sgorgano i problemi di questa città e tutti siamo consapevoli che l’unica soluzione concreta sarebbe una massiccia campagna di remigrazione a livello nazionale”.
Un tema considerato “scomodo”, soprattutto “per chi non ha il coraggio di affermarlo mentre nasconde comitati elettorali sotto il velo del civismo e dell’inclusione, sperando solo di non perdere ulteriore terreno elettorale in quartieri devastati dall’immigrazione incontrollata e da ciò che ne consegue”.
Il post si chiude con una domanda rivolta all’amministrazione: “A questo punto ci chiediamo quante altre multe simili siano state applicate di recente e a chi. Non può non sorgere il dubbio che ad essere multati siano l’idea e il programma dietro quello striscione: se avesse promosso una macelleria Halal o una barberia turca, il trattamento sarebbe stato lo stesso?”.
Al momento non risultano risposte ufficiali da parte del comune.
