Trevignano – Madonna di Trevignano, rinviata a giudizio la sedicente veggente Gisella Cardia imputata di truffa aggravata. Assieme al marito Gianni avrebbe “ingenerato nei fedeli il timore di un pericolo immaginario” per ottenere donazioni, in un caso arrivate fino a 123mila euro.
Madonna di Trevignano – La sedicente veggente Gisella Cardia col marito Gianni
Secondo la procura di Civitavecchia, la coppia avrebbe approfittato di persone “affette da infermità fisiche e in condizioni di fragilità psichica”, costruendo un complesso sistema di “artifizi, raggiri e inganni” per attirare fedeli e ottenere donazioni.
Il falso miracolo delle lacrime di sangue e le apparizioni più volte giudicate inventate dalla Chiesa cattolica avrebbero contribuito a legare ancora di più a sé i fedeli, convinti di trovarsi di fronte a una concreta possibilità di guarigione o miglioramento.
Madonna di Trevignano – La sedicente veggente Gisella Cardia
Gisella Cardia e il marito Gianni, come sottolinea nel decreto di rinvio a giudizio il pubblico ministero, “approfittavano di circostanze di tempo (la durata dei fenomeni paranormali), di luogo (terreno agricolo adibito a luogo di culto che, almeno in una fase iniziale, sembrava aver avuto la consacrazione dell’allora vescovo di Civita Castellana monsignor Rossi) e di persona (soggetti affetti da infermità fisiche e in condizioni di fragilità psichica), tali da ostacolare la difesa privata (rendendo per i fedeli particolarmente arduo comprendere di essere raggirati, anche per l’avallo del fenomeno inizialmente concesso dalle locali autorità ecclesiastiche) e ingeneravano nei fedeli il timore di un pericolo immaginario per indurli a effettuare le elargizioni”.
Madonna di Trevignano – La sedicente veggente Gisella Cardia


