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È merito di Filoteo Alberini di Orte e di Dante Santoni la proiezione del primo film della storia del cinema italiano “La presa di Roma”

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Filoteo Alberini

Filoteo Alberini

Una scena del film "La presa di Roma"

Una scena del film “La presa di Roma”

La locandina del film "La presa di Roma"

La locandina del film “La presa di Roma”

Orte – È tutto merito del “Primo stabilimento italiano di manifattura cinematografica Alberini & Santoni”, fondato nella primavera del 1905 dal fotografo, inventore e operatore Filoteo Alberini nato a Orte il 14 marzo 1867, insieme al suo amico Dante Santoni, la proiezione del primo film della storia del cinema italiano intitolato “La presa di Roma” avvenuta il 20 settembre 1905 nel piazzale di Porta Pia. Migliaia di persone quel giorno salutarono con vivo entusiasmo ed emozione le fasi salienti della battaglia del 20 settembre 1870 proiettate sul grande schermo. Dopo trentacinque anni, grazie al cinematografo, i cittadini romani potettero rivivere l’evento conclusivo e trionfale del Risorgimento. La pellicola, era lunga 250 metri e fu realizzata con un budget di 500 lire.

Tra i due fondatori della società Alberini & Santoni il primo era uomo di spiccata genialità che nel 1894, a seguito di numerosi studi e esperimenti, traendo spunto dal Kinetoscopio di Thomas Edison, apparecchio che permetteva a un singolo spettatore di osservare filmati su pellicola flessibile attraverso un monocolo girando una manovella, inventò e brevettò il “Kinetografo” che era un apparecchio per la ripresa e la proiezione cinematografica.

Questa sua invenzione avvenne un anno prima di quella dei fratelli Lumière ma, a causa di un intoppo burocratico, il Ministero dell’Industria e Commercio rilascerà il brevetto n° 245032 un anno dopo la richiesta di Alberini, precisamente nel dicembre 1895, nello stesso mese e anno in cui i fratelli Lumière proiettarono per la prima volta la pellicola intitolata “L’uscita dalle officine Lumière”. Fu questo il primo film ad essere visto da un pubblico pagante, per cui viene solitamente indicato come il punto di partenza della storia del cinema internazionale.

Nel 1906, dalla trasformazione della società costituita tra Alberini & Santoni nel 1905 ne nascerà una nuova denominata «Cines» con sede sociale a Roma all’interno del quartiere San Giovanni. La società divenne una delle più importanti case di produzione cinematografica mondiali, producendo film di successo come “Giulio Cesare”, “Quo Vadis?” e “La Gerusalemme liberata”. Per la Cines lavorarono bravissimi registi come Mario Caserini (che diresse il cortometraggio muto del 1906 “Il romanzo di un Pierrot”) ed Enrico Guazzoni, e attori come Amleto Novelli e Lyda Borelli.

Sarebbe bello che anche la provincia di Viterbo, il capoluogo e la città di Orte, ricordassero in quest’occasione Filoteo Alberini, pioniere del cinema internazionale che partì diciassettenne da Orte nel 1884 senza un soldo e che nel 1895, in ritardo per una manciata di settimane sui più organizzati e ricchi fratelli Lumière brevettò, tra molte altre sue invenzioni, il Kinetografo un proiettore del tutto simile al loro e circa nove anni dopo aprì a Roma in piazza Esedra il Cinema Moderno, prima sala cinematografica della capitale, ancora oggi funzionante come The Space Cinema Moderno  un Cityplex di 5 sale ristrutturata grazie all’intervento della Warner Village Cinemas, e il 20 settembre del 1905 fu l’artefice della proiezione del primo film della storia del cinema italiano intitolato “La presa di Roma” avvenuta sempre a Roma nel piazzale di Porta Pia. Cosa doveva fare di più?

Silvio Cappelli


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