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Non fu atto vandalico a sfondo sessista contro la sindaca Frontini, denuncia archiviata

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Viterbo – (sil.co.) – Accanto alla Lancia Y della sindaca Chiara Frontini, poggiate sulla strada, un paio di scarpe con i tacchi a spillo e sopra delle mutandine di pizzo rosse. Sulla maniglia dell’auto un cartellino con la scritta “Do not disturb”. Ma  non fu un atto vandalico a sfondo sessista quello messo a segno la notte di San Valentino del 2024 da un artista 47enne, ai danni della sua vettura parcheggiata sotto casa, in via Garibaldi, pieno centro storico, zona porta Romana. Per la procura che ha chiesto l’archiviazione e il tribunale che ha accolto la richiesta nonostante l’opposizione della vittima, dal 10 novembre il caso è definitivamente chiuso.


La macchina della sindaca Chiara Frontini con i giornali e vicino un paio di scarpe a spillo e un paio di mutandine rosse

La macchina della sindaca Chiara Frontini con i giornali e vicino un paio di scarpe a spillo e un paio di mutandine rosse


“Il decreto di archiviazione rappresenta la conclusione naturale di un procedimento penale che, sin dall’inizio, presentava elementi che facevano dubitare della fondatezza della notizia di reato. La decisione del gip di disporre l’archiviazione restituisce alla vicenda la sua corretta dimensione, liberandola dai pregiudizi e dalle interpretazioni che hanno caratterizzato un certo dibattito”, spiega l’avvocato Lorenzo Marinetti, difensore dell’artista autore del gesto. 

Nel provvedimento si legge che, ai fini dell’integrazione del reato di diffamazione, “è necessario che l’offesa all’onore sia oggettivamente tale (…) e non solo frutto di una personale percezione della persona offesa”. Inoltre, il gip ha inteso sottolineare che la circostanza che tale installazione sia stata effettuata da Arialdo Miotti, di professione artista, la sera di San Valentino, e cioè la festa degli innamorati, “rende plausibile la spiegazione offerta” e le dichiarazioni rese dall’artista, secondo cui aveva “lo scopo di stimolare il ritorno all’amore libero inteso nelle forme più tradizionali e popolari in contrapposizione ad ogni logica di carattere social virtuali”.

All’ultimo punto delle motivazioni del decreto di archiviazione viene infine ricordato che “l’allestimento per diverse generazioni passate rappresenta semplicemente l’amore giovanile, sicché la spiegazione offerta dall’artista trova maggior conforto”. 


L'avvocato Lorenzo Marinetti

L’avvocato Lorenzo Marinetti


“Il giudice per le indagini preliminari Fiorella Scarpato – sottolinea l’avvocato Marinetti – ha adottato una decisione equilibrata e indipendente. La decisione è pienamente condivisibile e rappresenta l’espressione di una magistratura che ha saputo distinguere tra un intento artistico e le condotte penalmente rilevanti. Il provvedimento riconosce con chiarezza che l’installazione artistica del Miotti aveva finalità non offensive”.


“Per quanto riguarda la posizione della sindaca Frontini – sottolinea il legale –  ribadiamo che Miotti non nutre alcuna avversione nei suoi confronti. Sin dal primo giorno, attraverso il vostro giornale e altri canali, si era scusato per averla coinvolta incolpevolmente nella vicenda, dimostrando quella sensibilità che ha sempre caratterizzato il suo approccio alla questione”.

“L’archiviazione – ribadisce – chiude definitivamente una vicenda che non avrebbe mai dovuto assumere contorni penali.
Da parte mia, confido che questa decisione possa contribuire a ristabilire la serenità del mio assistito, forte della consapevolezza che la giustizia ha saputo analizzare i fatti in modo equilibrato, senza lasciarsi condizionare da una parte dell’opinione pubblica guidata più dall’emotività che dalla ragione”.


L'artista Arualdo Miotti

L’artista Arialdo Miotti


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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