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Omicidio Bramucci: processo bis a vedova, cognati, due killer e sicario mancato

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Soriano nel Cimino – Omicidio di Salvatore Bramucci, inizierà il prossimo 5 febbraio davanti alla corte di appello di Roma il processo bis alla vedova, ai cognati e ai tre pregiudicati di Ponte di Nona incaricati del delitto, tra cui due dei tre sicari del commando armato. 


A partire da sinistra dall'alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci

A partire da sinistra dall’alto: Elisabetta Bacchio, Sabrina Bacchio, Alessio Pizzuti, Dan Constantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci


Il pregiudicato 58enne di Soriano nel Cimino, all’epoca ai domiciliari coi permessi,  fu ucciso, come si ricorderà, da un commando armato, composto da tre sicari, giunti da Roma a bordo di due auto,  che gli tesero un agguato a colpi di pistola nei pressi della sua abitazione, mentre si stava allontanando a bordo del suo fuoristrada per gettare le deiezioni dei cani del suo allevamento. 

“Un omicidio progettato nei minimi dettagli e realizzato come un’esecuzione”. Con queste parole la Corte d’assise di Viterbo, presieduta dal giudice Francesco Oddi con l’estensore Jacopo Rocchi, ha motivato le condanne emesse lo scorso 20 gennaio.

I principali imputati – Sabrina e Elisabetta Bacchio, Tonino Bacci e Lucio La Pietra – sono stati ritenuti responsabili a vario titolo dell’ideazione, programmazione ed esecuzione dell’omicidio. Le sorelle Bacchio, secondo la sentenza di primo grado, hanno ideato e pianificato il delitto; Bacci e La Pietra lo hanno eseguito materialmente. Le pene inflitte: 28 anni a Bacci, 27 a La Pietra, 24 a ciascuna delle sorelle Bacchio.

Ruolo meno centrale ma comunque determinante per Constantin Dan Pomirleanu (20 anni) e Alessio Pizzuti (18 anni), che hanno partecipato ai sopralluoghi, favorito i contatti tra gli esecutori e – nel caso di Pomirleanu – fornito anche il furgone per lo spostamento.

La Corte ha escluso per entrambi l’attenuante della “minima importanza”: “Senza il furgone di Pomirleanu – scrivono i giudici – non ci sarebbe stata l’azione a Soriano”, mentre Pizzuti è indicato come l’uomo che ha “completato il gruppo di fuoco”.

Tutti e sei gli imputati sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, sospesi dalla responsabilità genitoriale e condannati al pagamento delle spese processuali. 

Sono state accolte le richieste delle parti civili. La Corte ha riconosciuto provvisionali per 50 mila euro a Mascia Bramucci, figlia della vittima, e 25 mila al fratello Isolino, oltre a 7mila euro ciascuno per le spese legali.

Riprenderò dopodomani, nel frattempo, il processo davanti alla corte di assise di Viterbo a carico del settimo imputato, Ismail Memeti, che avrebbe procurato l’arma e la macchina rubata usati per l’omicidio. 

Silvana Cortignani


Walter Pella avvocato di Elisabetta Bacchio

Walter Pella avvocato di Elisabetta Bacchio


Settimo imputato in attesa di giudizio:

Ismail Memeti: nato il 25 luglio 1969 in Macedonia, detenuto dal primo novembre 2024 a Regina Coeli, difeso dall’avvocato Chiara Tiana

 – Parte civile: il fratello della vittima, Isolino Bramucci, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Sei condannati per omicidio premeditato in concorso:

Elisabetta Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1977, detenuta a Civitavecchia dal 26 settembre 2023, difesa dagli avvocati Maurizio Filiacci e Walter Pella
Sabrina Bacchio, 24 anni di carcere: nata nel 1974, detenuta a Rebibbia nuovo complesso dal 22 ottobre 2022, difesa dall’avvocato Paolo Delle Monache
Dan Costantin Pomirleanu, 20 anni di carcere: nato nel 1990, detenuto a Regina Coeli dal 4 gennaio 2024, difeso dagli avvocati Giorgia Ciucci e Stefano Maranella
Antonio Bacci, 28 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dagli avvocati Giancarlo Costa e Chiara Fiore
Lucio La Pietra, 27 anni di carcere: nato nel 1974, detenuto a Viterbo dal 13 settembre 2022, difeso dall’avvocato Antonio Rucco
Alessio Pizzuti, 18 anni di carcere: nato nel 1990, agli arresti domiciliari dal 4 gennaio 2024, difeso dall’avvocato Lanfranco Cugini


Parti civili nel primo processo il fratello e la figlia della vittima:

Mascia Bramucci, provvisionale di 50mila euro: 37 anni, difesa dall’avvocato Antonio Filardi
Isolino Bramucci, provvisionale di 26mila euro: 62 anni, difeso dall’avvocato Antonio Maria Carlevaro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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