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Operatori sociosanitari accusati di maltrattare gli anziani, parti civili casa di riposo e familiari

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Latera – (sil.co.) – Operatori sociosanitari accusati di maltrattamenti pluriaggravati agli anziani, parte civile la casa di riposo Villa Daniela di Latera. Pronti a costituirsi anche 15 familiari di nove delle parti offese.


Latera - Villa Daniela

Latera – Villa Daniela


“Direzione e proprietà – ribadisce l’avvocato della struttura, Enrico Valentini – sono totalmente estranei a quanto accaduto. ma la vicenda ha messo in seria difficoltà sia il nome che l’attività stessa della casa di riposo, che ha immediatamente fatto sapere alla società fornitrice della manodopera di non volere avere più nulla a che fare con i dipendenti indagati”. 

Lo scandalo è scoppiato lo scorso 21 gennaio quando, al termine delle indagini dei carabinieri coordinati dal pm Flavio Serracchiani per la procura della repubblica di Viterbo, sono scattate sei misure cautelari per altrettanti oss, tre ai domiciliari e tre colpiti dalla misura interdittiva dalla professione. 

Nel frattempo è conto alla rovescia in vista dell’udienza di mercoledì prossimo, 5 novembre, dopo la richiesta di patteggiamento di cinque operatori su sei, mentre l’ultimo, imputato anche di violenza sessuale, ha chiesto di ricorrere all’abbreviato. Riti alternativi che, come è noto, prevedono lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

Sempre che il giudice, in caso di richiesta di patteggiamento, ritenga congrua la penna concordata dalla difesa con il pubblico ministero. Nel caso specifico si parla di due anni e quattro mesi di reclusione, da convertire in lavori di pubblica utilità.


Viterbo - L'avvocato Enrico Valentini

Viterbo – L’avvocato Enrico Valentini


Ventuno le parti offese, 4 uomini e 17 donne, alcuni dei quali nel frattempo deceduti, tra cui l’85enne toscana che sarebbe stata violentata e anziani imbottiti di sonniferi lasciati senza cibo e legati al letto sotto gli occhi delle telecamere piazzate di nascosto nella struttura dai carabinieri travestiti da operai.

Le indagini sono partite dalla denuncia di tre operatrici nella primavera del 2024 e sono andate avanti per tutta l’estate successiva. A gennaio di quest’anno sono scattate le misure per gli operatori sociosanitari, assistiti dagli avvocati Giovanni Labate, Stefania Buco, Ylenia Porciani, Giuseppe Bacci, Piero Ceccarelli e Angelo Di Silvio. 

Liberi dal 13 agosto, dopo quasi sette mesi di custodia cautelare, i tre oss ancora agli arresti domiciliari, ovvero il 24enne Carmine Battiloro di Pitigliano, la 32enne romena Marilena Clasar residente a Marta e il 36enne Mirko Tosi di Tuscania. Sono inoltre venute meno le misure interdittive della sospensione per un anno dalla professione a carico di un oss 59enne di Ischia di Castro e di una collega 31enne di Grotte di Castro, mentre si era già esaurita la sospensione di sei mesi a carico di un 49enne di Onano.


Articoli: Picchiarono e umiliarono 21 anziani, sei operatori verso lo sconto di pena – Ospizio degli orrori, liberi prima del processo i tre operatori socio-sanitari arrestati nel blitz di gennaio – Picchiavano e umiliavano 21 anziani, processo lampo a sei operatori sociosanitari


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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