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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’alleanza FI-Pd per l’elezione del presidente della provincia nel dicembre 2021 fu considerata dai partiti, che formavano la coalizione di centrodestra in comune, un atto gravissimo, tanto da provocare la caduta della amministrazione targata Arena. Oggi anche FdI sottoscrive insieme al Pd la candidatura di Alessandro Romoli a presidente.
Allora la domanda sorge spontanea, perché è caduto il comune di Viterbo nel dicembre del 2021, se oggi FdI replica la stessa procedura che allora adottò Forza Italia?
Diceva una volta un noto politico “a pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”.
Oggi mi chiedo, in base a quali considerazioni i miei colleghi hanno preferito, meschinamente e senza considerare i danni che avrebbero provocato decidendo di notte e alla vigilia di Natale di recarsi a firmare le dimissioni dal notaio? Diversamente da altri che chiedevano invece di discutere la crisi in consiglio comunale, come la prassi avrebbe voluto, affrontando a viso aperto e tentando di dipanare le questioni che si erano create? Le conseguenze? Sei mesi di commissariamento, il conseguente disfacimento del centrodestra e la conseguente sconfitta alle elezioni comunali, con la sindaca Frontini che approfittando delle nostre divisioni vinse l’elezioni con l’aiuto di FdI, che oggi sottoscrive, con il Pd la candidatura di Alessandro Romoli.
La domanda sorge spontanea, lo fecero per una questione squisitamente politica o più semplicemente personale nei miei confronti?
I partiti che sostenevano la mia maggioranza avevano le deleghe assessorili più rilevanti, la squadra fino a quel momento aveva lavorato molto bene, nonostante le difficoltà della pandemia, ancora presente in quel periodo, che rallentò tutte le attività amministrative, riuscimmo ad ottenere una marea di milioni di fondi Pnrr, che, oggi, per nostra inettitudine gestisce l’attuale amministrazione.
Il buon senso avrebbe suggerito un momento di riflessione per tentare di superare quel momento di confusione con il fine di giungere fino al termine della consigliatura.
Durante i quattro anni passati dalla caduta dell’amministrazione, gli ex consiglieri di maggioranza mi hanno confidato di aver commesso una enorme castroneria nel firmare le dimissioni. Speravo, sbagliando, che i partiti della coalizione di centrodestra sentissero il bisogno di chiedere scusa al loro sindaco che per oltre trent’anni ha dato tutto sé stesso, anche sbagliando, per migliorare le condizioni della nostra amata Viterbo. Tutto ciò ha provocato in me una grande delusione, che sono riuscito a superare ed oggi sono in condizione di affrontare con la massima serenità le prossime sfide.
Come uomo di partito sono felice che Alessandro Romoli verrà riconfermato presidente della provincia, nel primo mandato ha fatto un ottimo lavoro e sono sicuro che farà altrettanto bene anche nel secondo, insieme a tutti i consiglieri che affermano che lo sosterranno con lealtà.
Per quanto riguarda la possibilità di riconquistare il comune di Viterbo saranno necessari rispetto, lealtà, riconoscimento degli errori fatti e un grande bagno di umiltà.
Se queste condizioni non si verificheranno la strada sarà tutta in salita e piena d’insidie.
Giovanni Maria Arena
Ex sindaco di Viterbo
