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Professore accusato di violenza da una studentessa, sentenza rinviata per la terza volta

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Viterbo – (sil.co.) – Prof accusato di violenza sessuale da una studentessa, rinviata per la terza volta consecutiva la sentenza. 


Luigi Sepiacci

Luigi Sepiacci


È la vicenda giudiziaria dell’ex direttore dell’Accademia di belle arti Luigi Sepiacci, 79 anni, imputato di violenza sessuale aggravata ai danni di una studentessa all’epoca 23enne. Ebbene, ieri è slittata per la terza volta la discussione prevista per il 7 luglio e poi per il 29 settembre.

Al posto di Sepiacci soltanto l’avvocato Giovanni Labate, che lo difende col collega romano Domenico Di Tullio, il quale ha presentato un certificato di ricovero, preannunciando una convalescenza di almeno un mese e ribadendo che l’imputato vuole essere presente in aula alla discussione del processo. 

Al collegio, vista la legittimità dell’impedimento legato a motivi di salute, non è rimasto che rinviare al prossimo 12 gennaio la discussione del processo che, va detto, trattandosi di violenza sessuale, non è a rischio prescrizione, senza contare la revoca della costituzione di parte civile della vittima che, tra un’udienza e l’altra, è stata risarcita.

Si è aperto nel frattempo lo scorso 21 ottobre davanti alla quinta sezione collegiale del tribunale di Roma il processo in cui Sepiacci è accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di due dipendenti ai tempi in cui era presidente dell’Associazione nazionale istituti non statali e di istruzione (Aninsei), tra gennaio e maggio 2022. Prossima udienza a dicembre. 

Il processo viterbese scaturisce dalla denuncia della studentessa che il 20 febbraio 2023, bocciata all’ultimo esame, ha rischiato di vedere sfumare la discussione della tesi in programma tre giorni dopo e la festa di laurea già organizzata per il 23 febbraio.

Secondo l’accusa, la 25enne avrebbe dovuto fare i conti nel suo ufficio con le pesanti attenzioni dell’imputato, cui aveva chiesto aiuto, ottenendo peraltro di poter sostenere di nuovo l’esame lo stesso giorno della laurea.

“Dammi un motivo in più”, le avrebbe ripetuto più volte, portandosi la mano della ragazza sulle parti intime. Ma lui all’interrogatorio della primavera scorsa ha negato, spiegando di avere solo sollevato entrambe le mani dal grembo della studentessa e averle strette tra le sue.

Sepiacci si dimise pochi giorni dopo dall’incarico. Motivo per cui non si sono rese necessarie misure cautelari. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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