Viterbo – Violenta una studentessa quindicenne ubriaca, bocciata la richiesta di patteggiamento di un quarantenne.
Violenza sulle donne
Lui aveva 38 anni e lei non ne aveva ancora compiuti 16 quando, nel gennaio del 2024, l’uomo avrebbe approfittato dello stato di ebbrezza della minorenne per violentarla, avendo con la minorenne rapporti completi..
È successo in un centro del comprensorio dei Cimini e la vittima si sarebbe confidata con le professoresse che hanno segnalato l’accaduto alla polizia, facendo scattare le indagini della squadra mobile, coordinate dalla pm Paola Conti.
A processo davanti al collegio, con l’accusa di violenza sessuale pluriaggravata, dalla minore età e dalla minorata difesa dovuta all’assunzione di alcol da parte dell’adolescente, nonché dal rapporto completo, è finito un sudamericano, originario dell’Ecuador, difeso dall’avvocato Caterina Boccolini. Parta civile con l’avvocato Daniele Nobili la ragazzina, originaria invece di un paese dell’America centrale
Ieri la difesa ha reiterato al collegio presieduto dal giudice Jacopo Rocchi, pm Flavio Serracchiani, la richiesta di patteggiamento già rigettata dal gup in sede di udienza preliminare.
Il tribunale, dopo una breve camera di consiglio, ha però bocciato nuovamente la richiesta di procedere col rito alternativo che prevede il beneficio dello sconto di un terzo della pena. Il presidente Rocchi ha spiegato come sia impossibile, ribadendo come si sia trattato di un rapporto sessuale completo, consumato dall’imputato ai danni di una vittima minorenne ubriaca, quindi in condizioni di minorata difesa.
Al termine dell’udienza, avendo espresso un giudizio, rigettando la richiesta di patteggiamento, il collegio ha dichiarato di astenersi, rinviando gli atti al pm perché affidi il caso ad altri giudici.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
