Viterbo – “In questa provincia dobbiamo deciderci a parlare una lingua comune, altrimenti non usciremo mai dal nostro endemico isolamento”, Enrico Panunzi nel suo intervento al convegno Colleghiamo la Tuscia 2.
Colleghiamo la Tuscia 2 – Fabio Belli, Francesco Agostini, Cristina Raghitta, Marco Fazioli e Giuseppe Zapparella
Ieri pomeriggio nella sala conferenze della Camera di commercio si è tenuto un convegno organizzato dalla Filca Cisl avente come tema centrale il problema annoso delle infrastrutture, con lo sguardo rivolto al progetto altrettanto annoso del raddoppio della Cassia, in particolare nel tratto tra Viterbo e Capranica.
L’appuntamento è il secondo a distanza di sette anni. Ed è stato l’occasione per un confronto trasversale su temi importanti che hanno diversi risvolti, dalla mobilità al turismo.
Sono Marco Fazioli di Filca Cisl Lazio Nord e l’imprenditore Fabio Belli ad illustrare il convegno e il progetto presentando le opportunità e i benefici soprattutto per lo sviluppo turistico del territorio. Sul palco anche i dirigenti della Cisl Francesco Agostini, Cristina Raghitta e Giuseppe Zapparella.
Colleghiamo la Tuscia 2 – Cristina Raghitta, Marco Fazioli e Giuseppe Zapparella
“Per un territorio che ogni dieci anni perde diecimila persone, con i giovani vanno via – sottolinea Fabio Belli -, il raddoppio della Cassia è un’ottima opportunità. Si tratta di sette chilometri a Viterbo e 16 da Viterbo a Capranica: un totale di 23 chilometri di raddoppio. Con il miglioramento del traffico, della sostenibilità e soprattutto del turismo. Si potrebbe intercettare un potenziale enorme: i 51 milioni di turisti annui di Roma”.
A salutare tutti il padrone di casa Francesco Monzillo, segretario generale della Camera di commercio che ha portato anche i saluti del presidente Domenico Merlani.
Enrico Panunzi
Anche il consigliere regionale Enrico Panunzi, seppur febbricitante, non è voluto mancare al convegno. Suo è uno degli interventi più vivaci e apprezzati del pomeriggio.
“Dobbiamo guardare ai fatti: dobbiamo ancora completare la super strada Cinelli Monte Romano, opera del 2001. Per fare 6 chilometri ci vogliono 300 milioni di euro: 50 milioni a chilometro. Per fare progetti bisogna badare ai costi e alle cose ancora da completare – ha spiegato Panunzi -. Quando si fa la distinzione tra imprenditori e politici non va bene. Qui siamo tutti politici, perché tutti dobbiamo pensare al territorio; dobbiamo fare squadra per tirare fuori dall’isolamento endemico la nostra provincia”.
Ma non basta, bisogna cambiare la legislazione: “C’è solo un’opera che è sfuggita in Italia ai tempi infiniti di burocrazia e realizzazione: il ponte di Genova. Per fare diventare i progetti realtà bisogna cambiare le norme – dice Panunzi, rivolgendosi direttamente al deputato Mauro Rotelli seduto in prima fila -.
Anche perché quando arriverà il momento di fare le opere i soldi stanziati anni prima non basteranno più. Per incidere dobbiamo decidere di parlare una lingua comune in questa provincia, altrimenti tra dieci anni ci ritroveremo qui a dire sempre le stesse cose in modo pirandelliano. Scusate lo sfogo, ma ho un’età in cui direbbe Enzo Biagi che ‘I ricordi prevalgono sulle speranze’, e penso di potermi permettere di dire con schiettezza quello che penso”.
Ad intervenire poi la sindaca Chiara Frontini, convinta che il raddoppio della Cassia non sarebbe tanto importante per il turismo quanto per la qualità della vita di chi abita il territorio.
“Ci sono luoghi difficilmente raggiungibili – ha detto Frontini -, nel nostro territorio penso a Civita di Bagnoregio, ma con un grande turismo. Comunque se c’è una forte volontà le cose si fanno. Oggi questo è un tema non solo di strategia ma un tema di diritti, come il diritto alla mobilità. L’amministrazione è sempre pronta a fare la sua parte”.
Mauro Rotelli
Il deputato Mauro Rotelli ha preso la parola facendo una panoramica a tutto campo delle infrastrutture e della mobilità nel nostro territorio chiarendo subito quali sono le priorità del governo.
“Per il governo uno dei punti chiave è la superstrada 675 a partire da Orte, un’infrastruttura strategica se si considera che oggi ben 90mila persone utilizzano il Frecciarossa. Orte rappresenta infatti un nodo fondamentale: è collegata all’alta velocità e alla direttissima, ed è uno snodo dove si incontrano ferro e gomma. Prima della legge quadro sugli interporti che ho proposto e che porta il mio nome, non esisteva una normativa chiara che definisse cosa fosse un interporto e quali caratteristiche dovesse avere. Oggi, invece, è stabilito che l’interporto debba garantire l’intermodalità, cioè la possibilità concreta di scambiare merci e traffico tra trasporto su gomma e trasporto ferroviario. Orte racchiude tutte queste funzioni: alta velocità, direttissima e interporto.
A questo si collega il tema dell’aeroporto, che ritengo altrettanto decisivo. Un chilometro di asfalto, da solo, serve a poco: soddisfa magari gli interessi di otto numeri civici, otto persone che potrebbero votarti alle prossime elezioni, ma non produce alcun impatto reale sul territorio. Un chilometro di pista, invece, apre collegamenti con il resto del mondo. Per questo credo molto nell’aeroporto di Viterbo, pur non essendo destinato a diventare il terzo scalo del Lazio. La sua funzione è diversa: è un aeroporto prevalentemente militare e, quando Frosinone chiuderà, resterà l’unico in Italia dove sarà possibile conseguire il patentino da elicotterista. Questo attirerà persone da tutto il Paese, generando movimento, presenza e opportunità”.
Rotelli ha ricordato poi i finanziamenti del governo per il Giubileo, per la ferrovia Roma Nord, per il recupero del complesso san Simone e Giuda, per l’ex ospedale vecchio, per l’Università, per il recupero di Santa Maria in Gradi.
Infine si è rivolto direttamente al tavolo dei relatori con riferimento al raddoppio della Cassia: “Che costo ha questo progetto? Questa è la prima cosa, capire il costo, la fattibilitá. Dobbiamo essere concreti. Enrico Panunzi ha citato Biagi, io non ce lo faccio, e per salutarvi vi cito l’uomo ragno: “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.
Alessandro Romoli
Il presidente della provincia Alessandro Romoli raccoglie e sintetizza i pensieri di Panunzi e Rotelli comprendendo: “Anche il nostro territorio subisce lacci e lacciuoli della burocrazia. Dobbiamo mantenere unito questo territorio. L’interesse del campanile è stato anteposto a quello collettivo per troppo tempo. Come ha ricordato prima Rotelli, io ho quarant’anni e non ricordo finanziamenti così importanti; dobbiamo lavorare all’unisono, non devono esserci barriere e divisioni”.
Davide Bordoni
Un breve intervento di saluto di Davide Bordoni, consigliere del vicepresidente del consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha portato i saluti di Matteo Salvini e che ha annunciato una riunione entro Natale al ministero con le istituzioni del territorio e con Anas e Astral.
Anche Giulio Zelli, consigliere regionale FdI ha voluto portare i saluti della regione ricordando l’impegno della giunta Rocca e la piena convergenza con il governo che fa ottenere risultati concreti per il territorio.
Ad intervenire anche Alvaro Marucci, ex prorettore dell’Università della Tuscia: “Per l’università sono importanti i trasporti e gli alloggi. Grazie ai finanziamenti recupereremo la chiesa di Santa Maria in Gradi con uno sguardo rivolto alla città, sarà un luogo di cultura e condivisione. Entro fine anno inizieranno i lavori. Volevo ringraziare la città che ci è stata vicina dopo il rogo. Non se n’è mai parlato, ma nessuna delle attività vicine ha chiesto un euro di indennizzo. La città ci è stata vicina tutta”.
Andrea Belli, presidente di Unindustria ha esposto infine il punto di vista degli industriali: “Le infrastrutture sono volano di sviluppo e crescita, generano ricchezza. Sono un asset fondamentale anche per creare attrattività e nuove imprese. Il modello Genova per il nostro territorio è inarrivabile perché è una terra di guelfi e ghibellini. Il turismo così come lo stiamo vivendo non offre un valore aggiunto alla nostra città: il vero valore aggiunto è l’industria, e le industrie hanno bisogno di infrastrutture”.
Un pomeriggio di confronto serrato su passato presente e futuro di un territorio, quello di Viterbo e provincia, dove dal punto di vista delle infrastrutture molto ancora c’è da fare.
Irene Temperini





