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Rissa tra detenuti finisce con una testa fracassata, ma non fu tentato omicidio

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Viterbo – Non fu tentato omicidio, ma lesioni aggravate. Processo prescritto per i sei imputati della maxirissa del 28 ottobre 2016 a Mammagialla. Tra loro un boss di Tor Bella Monaca, un romeno detenuto a Bucarest e un topo d’auto condannato di recente a tre anni e quattro mesi di carcere.


Il carcere di Mammagialla

Il carcere di Mammagialla


Mai in pericolo di vita. Il detenuto che ha avuto la peggio, secondo il medico legale consulente della procura, dottor Massimo Lancia, non sarebbe mai stato in pericolo di vita. Preso a sgabellate in testa, fu portato in codice rosso all’ospedale di Viterbo, da dove fu dimesso con una prognosi di 20 giorni, diventati trenta per completare la guarigione. Ma non sono emerse né la volontà di uccidere, né il rischio che morisse per i colpi ricevuti. 

Sgabelli e manici di scopa. Era un sabato pomeriggio, quando il detenuto rimasto gravemente ferito, sembra per difendersi da un’aggressione, si sarebbe armato di un manico di scopa, venendo colpito violentemente alla testa da una sgabellata sferrata da un compagno di sezione.

Sei imputati, uno a Bucarest. Sei gli imputati, uno dei quali in videocollegamento dal carcere di Bucarest dove è recluso e dove è stato rintracciato successivamente al rinvio a giudizio per i fatti del Nicandro Izzo. Martedì il collegio ha proceduto all’unificazione della sua posizione a quella degli altri cinque, mentre si era costituita parte civile già a suo tempo la vittima.

Non fu tentato omicidio. Dopo di che il pm Massimiliano Siddi, come preannunciato, ha proceduto alla riqualificazione. del reato da tentato omicidoo a lesioni aggravate, con conseguente estinzione del reato, sancita dal collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi, visti i tempi inferiori di prescrizione e l’essere già trascorsi nove anni dai fatti.

Un solo testimone. Nel corso del “dibattimento” è stato sentito un solo testimone dell’accusa, l’8 giugno 2022, un agente penitenziario che assieme ai colleghi ha ricostruito l’accaduto con l’ausilio dei filmati della videosorveglianza interna alla casa circondariale di Viterbo.

Vittima dietro le sbarre. La persona offesa , un detenuto attualmente recluso nel carcere di Pescara, fu trasferita d’urgenza in codice rosso al pronto soccorso e ricoverata in prognosi riservata a causa della profonda lesione riportata al cranio.

Il boss di Tor Bella Monaca. Tra gli imputati c’era anche un pluripregiudicato legato al mondo dello spaccio e alla criminalità organizzata di Tor Bella Monaca, il boss quarantenne G.M.. Nonché un pregiudicato 42enne tunisino residente a Viterbo, arrestato il 9 marzo 2024, mentre tentava di darsi alla fuga dopo avere rubato una borsa dal veicolo parcheggiato da un’italiana in via della Palazzina e condannato di recebte a tre anni e quattro mesi di reclusione. 

Silvana  Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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