Viterbo – È del 2 novembre 1975 la morte di Pierpaolo Pasolini avvenuta in circostanze poco chiare, inizialmente liquidata come un’aggressione a sfondo sessuale, ma che poi ha visto crescere le ipotesi di un coinvolgimento della criminalità organizzata e di un omicidio di matrice politica e neofascista a causa del suo lavoro di denuncia contro i poteri forti.
Pier Paolo Pasolini
Sono passati 50 anni dalla morte dello scrittore, poeta, regista e “profeta” che dal 1970 aveva scelto di vivere a Chia, in provincia di Viterbo, e che si impegnò per la crescita culturale ed economica dell’intera Tuscia. Nel 1970, infatti, aveva ristrutturato un immobile medioevale, nel paesaggio “più bello del mondo”, a ridosso del fosso Castello, proprio dove qualche anno prima aveva girato la scena del battesimo di Gesù per il suo bellissimo film “Il vangelo secondo Matteo”.
E l’affetto di Pierpaolo Pasolini verso il nostro territorio, e l’impegno per farlo crescere, sono chiaramente dichiarati in un’intervista rilasciata al giornalista Gideon Bachmann, e pubblicata a pagina 3 de Il Messaggero di domenica 22 settembre 1974 intitolata “Cara Tuscia. Dal suo nuovo “rifugio” (un castello medioevale nell’Alto Lazio) Pier Paolo Pasolini spiega come una piccola moderna università potrebbe favorire lo sviluppo dell’Alto Lazio salvandone il dolce e ancor quasi intatto paesaggio dagli effetti devastatori di un vorace industrialismo.
In questo articolo Pasolini fa delle profonde riflessioni di carattere sociale e culturale sull’intera Tuscia, del suo impegno per rendere statale l’Università viterbese, della necessità di valorizzare il paesaggio, la bellezza della zona (citando tra gli altri Mugnano San Martino e la “vecchia Chia”) e il suo profilo architettonico. Poi descrive anche la sua visione di Orte, una città con un profilo perfetto che viene poi alterato dalla disgustosa costruzione di un “grattacielo”, tema da lui affrontato anche in un suo video intitolato “La forma della città di Orte”.
Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini
Pasolini era diventato amico di Desiderio Valli, il “bidello” della Libera Università della Tuscia, durante le riprese a Chia del film “Vangelo secondo Matteo”, che lo presentò a Gilberto Pietrella, presidente dell’Amministrazione provinciale di Viterbo e promotore della Libera Università della Tuscia. Pasolini accettò di impegnarsi a favore del riconoscimento statale dell’università di Viterbo per dare un maggiore sviluppo all’Alto Lazio, spendendo pubblicamente la propria immagine, e il proprio talento, manifestando a Roma, sotto e dentro la sede della Regione Lazio, a fianco degli studenti viterbesi.
Per quanto riguardava l’istituzione della Libera Università della Tuscia tutto era iniziato nel mese di ottobre 1969 quando, con Decreto Prefettizio, venne conferito a Gilberto Pietrella il mandato di Commissario del Consorzio, appositamente istituito tra diversi Enti, per dare il via all’attività accademica viterbese. Due inizialmente le Facoltà: Magistero ed Economia e Commercio aventi entrambe sede in Via San Giovanni Decollato. Successivamente con la Legge n. 580 del 30 ottobre 1973, che prevedeva “provvedimenti urgenti per l’università”, aumentarono le possibilità di avere a Viterbo un’università statale.
Nel mese di maggio 1975 venne organizzato nell’aula magna un concorso fotografico internazionale avente per tema “Le risorse storico-archeologiche della civiltà Etrusca e Medioevale”. Promotore Pier Paolo Pasolini e insieme a lui nella giuria anche la scrittrice Dacia Maraini, il pittore Ennio Calabria, l’operatore cinematografico Tonino Delli Colli, lo scenografo Dante Ferretti, il soprintendente alle Belle Arti per l’Etruria Meridionale Mario Moretti e il docente di Storia dell’Arte Italo Faldi. Presente anche Alberto Moravia. Un’iniziativa culturale di alto livello per sollecitare il riconoscimento statale della Libera università viterbese.
Chia – La torre di Pier Paolo Pasolini
Il giorno in cui si riunì a Roma il consiglio regionale per deliberare sulla localizzazione delle istituende università nel Lazio Pier Paolo Pasolini non volle mancare all’appuntamento (fu anche promotore di una raccolta di firme tra personalità del mondo della cultura).
Il 27 settembre 1974 fu decisivo per il riconoscimento statale della Libera Università della Tuscia. Pasolini quel giorno fu a fianco degli studenti e dei docenti a Palazzo Valentini. Su questo vale la testimonianza diretta di Pietrella da me intervistato alcuni anni fa: “Pasolini partecipò alla seduta del Consiglio Regionale. Entrò dalla parte dei giornalisti e fu accolto clamorosamente e io avevo fatto preparare per tutti delle piccole bandierine pieghevoli con su scritto «Università» che si potevano nascondere sotto la giacca. Quando le tirammo fuori dispiegandole tutte insieme fece un grande effetto. Con l’intervento del regista-poeta i mass media si scatenarono: gli studenti viterbesi, che fino a quel momento erano stati poco considerati, furono intervistati e fotografati da giornalisti di quotidiani, di radio e televisione. I politici, di fronte al maggior interesse dell’opinione pubblica, si sentirono obbligati a risolvere il problema. Dopo un acceso dibattito durato oltre dieci ore, che minacciò di spaccare la maggioranza di centro-sinistra e di dividere il gruppo Dc, la Regione Lazio espresse parere favorevole al Ministero per tre nuove università nel Lazio: Cassino, Tor Vergata e Viterbo. Fu il giorno della vittoria per l’Università della Tuscia, il giorno più lungo vissuto intensamente a Roma, ma anche a Viterbo e negli altri centri della provincia, dalle forze politiche compatte, dai docenti e dagli studenti presenti in modo determinante e massiccio presso la sede della Regione Lazio”.
Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini
Il giorno dopo, Il Messaggero, nella cronaca di Roma, sotto il titolo “Pasolini e 600 giovani per sostenere la causa di Viterbo”, riportò così la notizia: “Ad ascoltare il dibattito sulla localizzazione delle Università nel Lazio, nell’aula del Consiglio regionale di Palazzo Valentini, c’era anche Pier Paolo Pasolini. “Sono qui – ha detto il regista de Il fiore delle mille e una notte – per appoggiare la statalizzazione dell’Università libera di Viterbo. Non ho rapporti precisi con i docenti o con gli studenti. Dell’università conosco il bidello”.
Dopo il parere favorevole della regione Lazio, espresso il 27 settembre 1974, anche il Cipe dette l’assenso per l’università viterbese. L’8 agosto 1975 ci fu l’approvazione da parte del Governo del disegno di legge n. 2299 relativo all’apertura di un’università statale a Viterbo con quattro Facoltà: Economia e Commercio, Ingegneria, Magistero e Scienze Politiche.
Pasolini morirà tragicamente poche settimane dopo in circostanze ancora poco chiare, travolto dalla sua stessa macchina, un Alfa GT, ma il suo ricordo nella Tuscia oggi è ancora vivo.
La Libera Università della Tuscia fu soppressa nel 1979 con l’avvento a Viterbo dell’Università statale.
Silvio Cappelli



