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Tentato omicidio Rapisarda, si dividono le strade di esecutore e mandante

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La vittima - Il manager Federico Vittorio Rapisarda

La vittima – Il manager Federico Vittorio Rapisarda

Agguato a Rapisarda - Sequestrati a Moretti decine di migliaia di euro

Agguato a Rapisarda – Sequestrati a Moretti decine di migliaia di eu

Vetralla – (sil.co.) – Tentato omicidio Rapisarda, no alla richiesta di rito abbreviato condizionato avanzata dalle difese del presunto mandante Daniele Moretti e dell’esecutore materiale dell’agguato Giuliano Santagati.

Le strade dei due imputati, entrambi di Vetralla, a questo punto si dividono. 

Per Moretti, difeso dagli avvocati Federico Scognamiglio e Luca Milani, si procederà col rito ordinario davanti al tribunale di Roma, dopo l’accoglimento della richiesta di giudizio immediato della procura.

Santagati, assistito dall’avvocato Paolo Delle Monache, comparirò invece nuovamente a dicembre davanti al gip di piazzale Clodio, che ha accolto la richiesta di abbreviato secco della difesa, grazie al quale potrà usufruire in caso di condanna dello sconto di un terzo della pena.

L’aggressione al 69 enne provveditore interregionale per Lazio, Abruzzo e Sardegna, risale al 4 ottobre 2024, quando secondo l’accusa su mandato di Moretti, fu colpito da Santagati con violenza alla testa con un bastone mentre rientrava a casa, nell’androne di un palazzo in via delle Carrozze, a pochi passi da piazza di Spagna.

Santagati e Moretti, esecutore e mandante del delitto, sono entrambi in carcere, dal 7 marzo e dal 16 luglio, quando si è chiuso il cerchio sull’agguato.

Il primo sopralluogo del 55enne in via delle Carrozze risalirebbe al 14 luglio 2024, seguito da altri cinque a distanza ravvicinata nei giorni precedenti. Santagati sarebbe stato il custode della villa di Vetralla di Moretti e avrebbe anche accudito i cani da caccia del 63enne.

Dietro le sbarre del Nicandro Izzo e di Regina Coeli sono finiti per concorso in tentato omicidio premeditato e rapina aggravata del borsone da palestra che Rapisarda aveva con sè quando Santagati gli si è scagliato contro, vestito da elettricista, dopo averlo bloccato nell’androne mentre stava uscendo, con la scusa di cambiare una lampadina.

Moretti è detenuto anche per ricettazione, in seguito al ritrovamento di 80mila euro in contanti durante le indagini, cui si sono aggiunti altri 46mila euro di cui 9mila falsi quando i carabinieri sono andati a prenderlo a casa per arrestarlo e portarlo in carcere.


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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