Civita Castellana – (sil.co.) – Tentato omicidio di via Ferretti, quattro imputati verso lo sconto di pena, Colpo di scena per i due che non hanno ottenuto il via libera al patteggiamento. Si riaprono i “giochi” per la mancata traduzione in arabo del decreto di giudizio immediato. È successo ieri all’udienza di ammissione prove del processo con il rito ordinario davanti al collegio ai due marocchini difesi dall’avvocato Luigi Mancini, che ha sollevato la questione, trovando d’accordo il pm Massimiliano Siddi.
Civita Castellana – Accoltellamento in via Ferretti – I carabinieri sul posto
Il gravissimo fatto di sangue – sembrerebbe legato a una guerra tra spacciatori nordafricani di diverse nazionalità per il controllo della piazza – è avvenuto nel primo pomeriggio di domenica 16 marzo, in via Ferretti, nei pressi di un ristorante e davanti all’ex cinema Flaminio, nel cuore del centro storico della capitale del distretto delle ceramiche.
“Uno dei miei assistiti ha confessato collaborando con gli inquirenti alla ricostruzione dei fatti, contando di poter beneficiare di un rito alternativo. Ma parla solo arabo e non ha capito il contenuto del decreto di giudizio immediato di settembre. Io ho provato a spiegarglielo in carcere, dove non è però possibile usufruire di un interprete, per cui non ha capito niente, revocandomi lì per lì perfino il mandato”, ha spiegato il legale, chiedendone la traduzione, accordata dal collegio.
L’udienza è stata quindi rinviata gennaio quando, alla luce della traduzione del decreto, la difesa potrà chiedere di accedere a riti alternativi come l’abbreviato o il patteggiamento. A fine mese, nel frattempo, patteggeranno davanti al gip gli altri due imputati.
Tre dei presunti responsabili sono stati arrestati il 22 marzo, il quarto è stato rintracciato e arrestato a Torino il 31 marzo. Tutti di nazionalità marocchina, hanno 24, 28, 31 e 37 anni. Vittime due tunisini di 22 e 27 anni. Quest’ultimo, parte civile con l’avvocato Walter Pella, è stato colpito tra l’altro con un machete ed è la parte offesa del reato di tentato omicidio, ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Santa Rosa di Viterbo dopo un intervento chirurgico d’urgenza cui è stato sottoposto all’Andosilla di Civita Castellana.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
