Roma – (sil.co.) – Ex banda della Magliana, rito ordinario davanti al tribunale di Roma per Marcello Colafigli e altri imputati e rito abbreviato per altri dieci. Un 58enne d’origine pugliese è stato condannato a sei anni di carcere con lo sconto di un terzo della pena.
Banda della Magliana – Arresto per droga del boss Marcello Colafigli
È il seguito giudiziario del blitz del 4 giugno 2024 sfociato nell’arresto per traffico internazionale di stupefacenti del boss 71enne Marcello Colafigli e 27 presunti sodali, 11 in carcere e 16 ai domiciliari e un obbligo di firma, su richiesta della Dda. Detenuto da tre anni a Mammagialla, l’ex boss della Magliana originario di Poggio Mirteto è stato raggiunto nella casa circondariale di Viterbo dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip del tribunale di Roma.
Colafigli, alias Marcellone, er Bufalo in Romanzo Criminale, ergastolano in regime di semilibertà, avrebbe coordinato il traffico di droga, dal 2019 al 2020, quando era presso una cooperativa agricola. È poi tornato dietro le sbarre, “per essersi accompagnato in più occasioni a soggetti pregiudicati”, prima nel carcere di Vasto e poi a Viterbo.
Colafigli avrebbe capeggiato un gruppo dedito al narcotraffico e collegato alle mafie. Secondo l’accusa sarebbe riuscito a pianificare cessioni e acquisti di sostanze stupefacenti in grosse quantità, avendo rapporti con camorra, mafia foggiana e ‘Ndrangheta. Ventotto le misure cautelari nei confronti di persone residenti anche a Roma, Foggia e Napoli, oltre che a Viterbo.
Ai domiciliari finirono anche due cugini di Ronciglione e Magliano Sabina, il primo rimesso in libertà dopo pochi giorni, secondo l’accusa coinvolti nel tentativo di importazione dell’ingente carico di 30 chili di cocaina che sarebbero dovuti arrivare presso il porto di Napoli, dove due presunti finanziatori di Cerignola avrebbero consegnato “cash” la somma di 192.800 euro.
In carcere, nel Viterbese, anche un 56enne kosovaro domiciliato a Carbognano. Il processo, come detto, si è sdoppiato tra chi è andato al giudizio ordinario davanti al tribunale di Roma tra cui Colafigli e 10 imputati che hanno optato per il giudizio abbreviato.
Banda della Magliana – Arresto per droga del boss Marcello Colafigli
Lo scorso 16 settembre si è chiuso con un’assoluzione e una condanna a sei anni il processo col rito abbreviato davanti al gip del tribunale di Roma ai presunti finanziatori della provincia di Foggia, un 45enne e un 58enne, accusati di aver sborsato 200mila euro per finanziare tramite la banda della Magliana l’acquisto dalla Colombia di 30 chili di cocaina e di averne versati altri 200mila per comprare hashish importato dalla Spagna.
Secondo la Dda i due cerignolani e altri 15 coimputati furono coinvolti nell’acquisto di 30 chili di cocaina che sarebbe stato concordato da Colafigli con un colombiano e un napoletano. La droga sarebbe dovuta arrivare in un container al porto di Gioia Tauro e Napoli, affare poi saltato per la perdita dei 200 mila euro destinati ai fornitori. Motivo per cui entrambi sono stati assolti.
La seconda imputazione a carico dei due pugliesi, per cui uno è stato condannato a sei anni, e altre 11 persone tra cui ancora Colafigli, riguarda l’importazione dalla Spagna a novembre 2020 di un ingente quantitativo di hashish acquistato per 1700 euro al chilo cui aggiungere 1000 euro per il trasporto, immesso sul mercato italiano al prezzo di 4500 euro al chilo. Lo stupefacente sarebbe giunto in Italia su un autotreno con targa spagnola, scaricato in una falegnameria di Roma e subito rivenduto.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

