Valentano – Si fa dare un passaggio in camper dal lago di Garda al lago di Bolsena da uno del giro che le pareva fidato, ma il rave party di Ferragosto 2021 a Valentano si trasforma in un incubo durato tre giorni per una ragazza che all’epoca aveva 22 anni. Tra fiumi di alcol e droga e il peggiore dei ricatti: “Se vuoi tornare a casa, devi scopare con me”.
Valentano – Rave party sul lago di Mezzano
È entrato nel vivo con la testimonianza della presunta vittima, oggi 26enne, il processo per violenza sessuale al conducente del camper con cui aveva affrontato il lungo viaggio per giungere al lago di Mezzano.
Tuttora sotto shock la parte offesa, che ha faticato ieri a testimoniare davanti al collegio. Sul lago di Bolsena è giunta la notte tra il 14 e il 15 agosto di quattro anni fa dalla provincia di Trento, in compagnia di un habituè, conosciuto a un altro rave party, dove le era stato presentato da un amico tra coloro che frequentavano tale tipo di raduni, tutti in contatto tra loro anche tramite gruppi Whatsapp.
Il 17 agosto è finita al pronto soccorso dell’ospedale di Viterbo. “Un incubo durato tre giorni”, ha spiegato la ragazza, con problemi di fragilità psichica e di tossicodipendenza, per cui a un certo punto l’udienza è proseguita a porte chiuse, che ha accettato il passaggio in camper, nonostante il no dei genitori.
– Violenza al rave party, ragazza accusa: “Mi ha palpeggiato e me lo ha appoggiato sul camper”
“L’accordo era che sul camper avrei avuto la mia privacy e che mi avrebbe riaccompagnata a casa il 19 per il compleanno di mia madre, ma non appena partiti ha cominciato a fare il viscido dicendo cose del tipo ‘se vuoi tornare a casa…'”, ha spiegato la giovane, sottolineando come lui durante il viaggio non abbia fatto altro che bere.
“Beveva birra e alcol. Era ubriachissimo. Mentre facevamo spesa in un supermercato mi ha toccato il sedere e io gli ho subito opposto un netto rifiuto – continua la vittima -. A Grosseto il camper si è fermato perché siamo rimasti senza benzina e sono venuti i carabinieri, cui ho provato a fare dei cenni per chiedere aiuto, ma non hanno capito. Era notte fonda, ero a centinaia di chilometri da casa. Non volevo che mio padre si mettesse in viaggio per venirmi a prendere, pensavo che avrei gestito la situazione”.
Valentano – Rave party sul lago di Mezzano
“Una volta arrivati al rave party, si è strafatto di anfetamine, non si teneva in piedi, e anche io ho assunto stupefacenti. Non faceva che insultarmi e darmi della troia, della lurida, della tossica, dicendomi che se volevo tornare a casa, dovevo dargli qualcosa in cambio. Voleva a tuti i costi fare sesso, ma io non volevo. Come salivo sul camper, dove avevo tutte le mie cose, saliva anche lui. Poi spostava il camper per dispetto, in una calca di ventimila persone, per non farmelo trovare. Per me era l’unico punto di riferimento, entravo nel panico. La sera di Ferragosto è salito mentre mi stavo cambiando, mi ha preso da dietro e mi si è strusciato addosso per farmelo sentire”, continua la testimonianza.
“Mi diceva fai schifo, stronza, sei una merda, devi morire – racconta la ragazza -. Poi, dopo tre giorni, mi ha detto che non mi avrebbe riaccompagnato a casa, ‘ti devi arrangiare’, allora mi sono decisa a chiamare mia madre, che assieme a una mia amica che stava al rave mi ha convinto a chiamare i carabinieri, che sono venuti a prendermi e mi hanno portato in ospedale. Il 17 agosto ho sporto denuncia. Mi ha distrutta, non riesco più a fidarmi dei maschi”.
Nessuno degli amici con cui la ragazza era solita trovarsi ai rave party avrebbe mosso un dito. “L’hanno lasciata completamente sola. Solo io le sono stata vicina quando, appena arrivata, mi ha subito confidato che lui l’aveva palpeggiata già durante il viaggio e che la sua condotta la preoccupavano. Nessuno è intervenuto, nonostante il modo in cui la trattava. Eravamo tutti lì per divertirci, lei compresa. Ma non c’è stato niente di divertente. Lei ha passato tre giorni a piangere. C’era un clima da scappati di casa. È stata la festa peggiore a cui ho partecipato e anche l’ultima”, ha riferito l’amica che si è lasciata identificare dai carabinieri, accettando subito di fare da testimone.
A marzo testimonierà la madre della presunta vittima, a maggio è prevista la discussione. L’imputato è difeso dagli avvocati Fausti Barili e Flavio Bianchi.
Silvana Cortignani
Multimedia: Fotocronaca: Dentro al rave party sul lago di Mezzano – Il ritrovamento del ragazzo – Rave party al lago di Mezzano, giovane muore in acqua – Video: Il rave sul lago di Mezzano – I sommozzatori riportano a riva il giovane – Ragazzo scompare nel lago di Mezzano, trovato morto
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

