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“Tutti i miei quadri nascono da una riflessione sulla rinascita e la trasformazione…”

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Viterbo – La sindaca Chiara Frontini: “Presentiamo oggi gli eventi di chiusura di un Giubileo che è stato denso di emozioni e iniziative”.

È la sindaca Chiara Frontini a dare avvio alla conferenza stampa nella sala consiliare di palazzo dei Priori in cui è stata presentata la mostra dell’artista viterbese Angelo Russo, “Radici e visioni”, in programma dal 2 dicembre al 6 gennaio al museo nazionale Etrusco di Rocca Albornoz, e altre iniziative a chiusura del Giubileo.

Angelo Russo

Angelo Russo


“L’anno giubilare si sta avviando alla conclusione – ha esordito la sindaca Frontini -, ed è stato un anno denso di emozioni e iniziative. 

Sono felice di questa mostra di Angelo Russo. Soprattutto perché si terrà al museo nazionale Etrusco. Gli spazi della città vanno vissuti e fruiti nell’ottica di un policentrismo culturale a cui teniamo molto. E questa mostra fatta alla Rocca Albornoz va in questa direzione. Piazza della Rocca avrà una sua centralità anche negli eventi natalizi. E sono particolarmente felice che il protagonista della mostra sia un artista viterbese che parla di identità: è un messaggio molto potente”. 

È poi la consigliera delegata al Giubileo Alessandra Croci a intervenire: “Siamo qui a raccontare i prossimi eventi. Il 6 dicembre alle 15 presenteremo il calendario giubilare e la mostra di Tiziano Ionta. L’8 dicembre alle 15 inaugureremo la Pietra firmata dai facchini davanti al monumento dei pellegrini. Il 10 gennaio sarà presentato il libro fotografico per raccontare il Giubileo. 

Sono felice della mostra di Angelo Russo perché è un ritorno a casa, alle origini, per riabbracciare la nostra identità”.

Ad intervenire è poi Arianna Petricone, funzionaria della direzione regionale Musei del Lazio. 

Arianna Petricone, Angelo Russo, Chiara Frontini, Alessandra Croci e Tiziana Lagrimino

Arianna Petricone, Angelo Russo, Chiara Frontini, Alessandra Croci e Tiziana Lagrimino


La rappresentante del ministero ha preso la parola portando i saluti della direttrice Sara De Angelis e facendo i complimenti all’artista.

“Siamo felici di questa mostra antologica – ha raccontato Petricone cogliendo subito lo spirito e l’importanza dell’iniziativa -, perché questo tipo di mostra racconta la carriera dell’artista e le sue evoluzioni”. 

Arianna Petricone

Arianna Petricone


Quasi come per ribadire una collaborazione che deve essere fattiva e non limitarsi a considerare i luoghi come meri contenitori di eventi, Arianna Petricone ha poi aggiunto: “Per noi il lavoro sul territorio è fondamentale. La nostra direzione pensa che la valorizzazione e la promozione debbano essere realizzate in modo integrato e in stretta e fattiva collaborazione con tutte le realtà del territorio”. 

Tiziana Lagrimino, di St Energie ha raccontato il lavoro della società per il comune. 

“Abbiamo curato tutte le mostre del Giubileo, compresa quella di Angelo Russo, e siamo molto felici di questo. La mostra dell’artista Jannina Veit Teuten di 89 anni ci traghetterà idealmente dal Giubileo all’anno prossimo, in cui il comune darà un’importanza particolare ai cammini”.

È infine Angelo Russo, artista viterbese, autore della macchina di santa Rosa Sinfonia d’Archi realizzata nel 1991, a raccontare la sua mostra e non solo, con l’emozione e l’intensità di un artista che espone nella sua città. 

 “Vorrei raccontare innanzitutto la storia di un quadro – ha detto Russo – che si chiama “La speranza”. A gennaio andai a Roma per il Giubileo e sentii il papa dire che questo è il Giubileo del cammino e della speranza. Il mio quadro rappresenta una barca che sta affondando trainata da un aquilone, e racconta appunto la speranza. Questa corrispondenza di messaggi e valori mi ha emozionato molto. Vorrei ringraziare la sindaca, l’assessore alla cultura, ma soprattutto Alessandra Croci. Ringrazio inoltre il Sodalizio dei facchini di santa Rosa e l’associazione degli Ex facchini di santa Rosa. Trasporteremo domani insieme al sodalizio dei facchini di santa Rosa la statua del bozzetto della macchina di santa Rosa che ho realizzato nel 1991. Poi ringrazio il museo, loro sono stati davvero molto carini gentili e tanto disponibili e collaborativi. 

Con Cristina Pallotta, addetta stampa del comune, abbiamo calpestato gli stessi sanpietrini che ha calpestato santa Rosa. Da bambini quelli che faceva santa Rosa e di cui ascoltavamo i racconti, non li chiamavamo miracoli ma favole. Da lì è nata questa mia passione per santa Rosa. Ci saranno tra gli altri dei quadri del 1991, una chicca, un Pinocchio su tavola molto particolare, e poi un’opera che si chiama Anima alchemica. 

L’alchimia provava a trasformare il metallo in oro. Tutti i quadri nascono da una riflessione che riguarda la rinascita e la trasformazione. Io mi sento un pittore simbolista, ho sempre attinto ai miei sogni, alla mia parte junghiana, rappresentando anche la realtà visionaria oltre a quello che vediamo”. 

Alla domanda perché alla conferenza stampa non fossero presenti né il Sodalizio dei facchini di santa Rosa né l’associazione Ex facchini di santa Rosa, la sindaca Frontini ha risposto che sono solo “patrocinatori dell’evento e che comunque erano stati invitati”.  

Il taglio del nastro della mostra, che attraversa la vita e le opere di Angelo Russo e che promette già di regalare emozioni, è previsto il 2 dicembre alle ore 17,30. 

Irene Temperini


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