Viterbo – Molestie a quattro bambine al parco, indagato 85enne recidivo. L’anziano è stato condannato la primavera scorsa a due anni di reclusione con sospensione condizionale della pena ed è finito nuovamente nei guai lo scorso 31 luglio.
Violenza – Foto di repertorio
Baci proibiti. L’anziano, residente in un centro della provincia, la primavera scorsa è stato condannato a due anni di reclusione dal gip Savina Poli, con lo sconto di un terzo della pena del patteggiamento, per abusi su una bimba di età inferiore ai 14 anni che avrebbe intercettato sempre ai giardini pubblici e convinto a salire a casa sua con una scusa. afferrata per un braccio e baciata repentinamente sulla guancia. del 2010
Palpeggiamenti. Nonostante la condanna, vista l’età avanzata, all’ultraottantenne è stata concessa la sospensione condizionale della pena, subordinata alla frequenza di un corso di recupero. Ma nel frattempo è finito di nuovo sotto inchiesta per presunti palpeggiamenti nelle parti intime ai danni di quattro minori, una di 10 anni, due di 8 anni e la più piccola di 5 anni. Molestie messe in atto secondo l’accusa lo scorso 31 luglio, successivamente alla condanna a due anni di reclusione.
Testimonianza protetta. La versione delle presunte vittime di abusi sarà cristallizzata una volta per tutte in sede di incidente probatorio, con testimonianze in modalità protetta e videoregistrate davanti al gip Rita Cialoni, assistita dalla psicologa Dalila Corsini, dopo l’accoglimento della richiesta della procura, pm Flavio Serracchiani.
Perizia psicologica. È inoltre previsto l’espletamento di una perizia psicologica “volta ad accertare la capacità delle parti offese di rendere testimonianza, il loro profilo psicologico e l’eventuale presenza di alterazioni psichiche e/o comportamentali delle medesime, la loro idoneità psichica a testimoniare in merito ai fatti oggetto di imputazione e l’eventuale presenza di indicatori di sofferenza psicologica esitanti da esposizione ad esperienza traumatica”.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
