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“Vogliamo cambiare la realtà con risposte concrete, non ci accontentiamo di chiacchiere e polemiche”

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Viterbo – “Vogliamo cambiare la realtà con risposte concrete”. La segretaria generale della Uila, Enrica Mammuccari, all’assemblea congressuale del sindacato dei braccianti agricoli.

Enrica Mammuccari

Enrica Mammuccari


“La lega bracciantile affonda le sue radici nel 1872, è stata un’evoluzione naturale di enti rappresentati dai lavoratori. Per noi la lega è una forma di aggregazione, un antidoto alla divisione, è un isolamento della parola “io”. Il sindacato conosce solo la parola “noi”, il gruppo è sempre più importante del singolo”, sottolinea Enrica Mammuccari.

La segretaria generale della Uila prosegue rimarcando i punti cardine del sindacato: “Noi rappresentiamo persone che lavorano perlopiù in periodi stagionali, persone che non riescono a lavorare tutto l’anno. Sono persone che hanno bisogno di essere integrate nella società, dobbiamo fare tutto quello che è in nostro potere per riuscirci. Abbiamo costruito la casa internazionale del lavoro agricolo, dove non ci sono differenze di colori, culture o lingue. Siamo orgogliosi di essere sempre concreti nel sognare di poter far emancipare le persone. Vogliamo cambiare la realtà con le risposte concrete, non ci accontentiamo solo di chiacchiere e polemiche”.

Angelo della Vecchia, Enrico Mammuccari e Pierpaolo Bombardieri

Angelo della Vecchia, Enrico Mammuccari e Pierpaolo Bombardieri


A presenziare all’evento, oltre alla segretaria generale della Uila Enrica Mammuccari, anche il segretario confederale della Uil Pierpaolo Bombardieri, il segretario generale uscente della Uila Viterbo Antonio Biagioli, il presidente della provincia Alessandro Romoli, la sindaca Chiara Frontini, il segretario regionale Uila Lazio Angelo della Vecchia, il segretario generale Uil Viterbo Giancarlo Turchetti, il segretario generale Uil Lazio Alberto Civica, il sergetario organizzativo Uila Viterbo Daniele Camilli, la presidente di Coldiretti Viterbo Maria Beatrice Ranucci, la direttrice Inps Viterbo Vittoria Romeo, la presidente di Confagricoltura Bettina Sabatini, il presidente Cia Viterbo Sergio Del Gelsomino, il segretario generale Fai Cisl Viterbo Andrea Piferi, il presidente centro studi e ricerche Idos Luca Di Sciullo e la responsabile per il processo servizi all’utenza dell’ispettorato territoriale del lavoro di Viterbo, Annunziata Staffieri. A rappresentare l’Unitus, l’ordinario di diritto privato Andrea Genovese. Presenti anche Maty Niang, Seku Diallo e Amadou Munirou Bah a rappresentare la Viterbo bracciantile.

Cosa significhi essere un sindacato lo spiega il segretario confederale Uil, Pierpaolo Bombardieri. “Fare sindacato – dice – significa essere a disposizione delle persone, senza conoscere orari di alcun genere. Non sempre ci si ricorda che il sindacato è un elemento fondamentale nella struttura del paese, senza di esso ci sarebbero tante problematiche che a oggi sembrano risolte. Il lavoro agricolo è un lavoro di fatica, che richiede rispetto e parità dei diritti. Non ci sono lavoratori di serie a o di serie b, noi li dobbiamo considerare come lavoratori italiani, al nostro pari. Continuiamo questa nostra battaglia contro lo sfruttamento, dobbiamo combattere contro il lavoro in nero, contro il lavoro senza alcun tipo di sicurezza. Servono più controlli, servono più sanzioni. Non per vendetta, ma per giustizia”.

Antonio Biagioli

Antonio Biagioli


La parola passa quindi al segretario generale uscente della Uila Viterbo, Antonio Biagioli: “Lo sfruttamento che avviene tutt’oggi nella campagne è una piaga che va estirpata. Quando sono arrivato c’era un sistema, un sistema che prevedeva lavoro grigio, nero e anche molti colpi di caporalato. Servono soluzioni, soluzioni che non porteranno sicuramente a estirpare ogni problema, continueranno a esserci sfruttamento e gestioni sbagliate, ma dobbiamo fare il massimo per migliorare la situazione, facendo tutti, dalle istituzioni ai sindacati, fronte comune. La Uila in questi anni ha fatto tanto, come la squadra di calcio e l’università dei braccianti. Sono grandi traguardi ma devono essere solo l’inizio”.

Giancarlo Turchetti

Giancarlo Turchetti


“Il congresso, dentro la Uila – ha dichiarato il segretario generale Uil Viterbo, Giancarlo Turchetti – è un elemento molto importante. È un momento particolare dove si fa un bilancio degli ultimi quattro anni e si iniziano a tracciare le linee per il futuro. Antonio Biagioli ha fatto un lavoro eccezionale, l’obiettivo è quello di continuare quanto di buono fatto da lui fin qui”.

Seguono gli elogi verso Antonio Biagioli da parte del segretario generale Uil Lazio, Alberto Civica: “Antonio Biagioli è colui che più incarna alla perfezione quelli che sono gli ideali della Uil. Riesce a trasferire la capacità dello stare in mezzo alle persone, è un dono unico. Ognuno qui deve fare la propria parte, noi come struttura regionale stiamo cercando accordi importanti su molti fronti, tra i quali la sicurezza. Compagno Biagioli, continua a scrivere sette giorni su sette, non fermarti mai perché la Uil e Viterbo hanno bisogno di te”.

Daniele Camilli

Daniele Camilli


“Siamo nati nel duro lavoro bracciantile, un valore che ci spinge a rappresentare con orgoglio la nostra comunità”, dice il segretario organizzativo Uila Viterbo, Daniele Camilli, che prosegue: “Siamo intervenuti nel tessuto urbano per supportare il 90% di braccianti che sono ‘”stranieri”, termine che a noi proprio non piace. Abbiamo raggiunto un traguardo storico: siamo i primi in Italia ad aver iscritto una squadra di calcio di oltre 30 braccianti al campionato di terza categoria, un segnale di riscatto e impegno quotidiano. L’università dei braccianti è un tema cardine per la candidatura di Viterbo a capitale europea della Cultura 2033. Tutto ciò contrasta con la realtà scabrosa dei cartelli ‘no stranieri, no animali’ che troviamo nella ricerca di alloggi, una discriminazione che deve finire subito”.

C’è spazio anche per chi la Uila la vive ogni giorno da dentro, come Maty Niang: “Sono in Italia da 30 anni, fare parte di questo sindacato per me è come far parte di una grande famiglia che ogni giorno fa del bene. Oramai sono metà senegalese e metà italiana, grazie per tutto quello che avete fatto per me in questi anni”.

Maty Niang

Maty Niang


Insieme a lei anche Seku Diallo: “Sono qui da quasi nove anni, sono stufo di questa costante discriminazione. Abbiamo diritto a lavorare e ad avere una casa. Dateci una mano, ci sono tanti miei amici e fratelli lì fuori abbandonati al freddo dell’inverno che sta per arrivare”.

Parole dure, condivise anche da Amadou Munirou Bah: “Siamo qui per lavorare, abbiamo tutti una famiglia e una grande dignità. Non ci sono distinzioni di colore e di religione, siamo tutti uniti e il nostro scopo è quello di lavorare venendo rispettati”.

Non mancano poi i saluti istituzionali. “Per Viterbo – ha spiegato il presidente della provincia Alessanndro Romoli – l’agricoltura gioca un ruolo fondamentale, quello di oggi è un incontro cruciale per sviluppare idee e progetti per risollevare il settore agricolo. Servono forme sempre più flessibili e agevoli per il lavoro, affinché si superino scogli come lo sfruttamento e il lavoro in nero. Abbiamo il dovere di affrontare e risolvere quelle che sono le criticità che portano a un’indecenza umana. Negli ultimi anni si sono viste troppe situazioni al limite dell’umanità, serve un intervento da parte di tutti”.

A rappresentare il comune di Viterbo, la sindaca Chiara Frontini. “È un momento importante quello che stiamo vivendo oggi, mi fa piacere vedervi così numerosi qui – ha detto la prima cittadina -. Auguriamo a tutta la città che questo vostro lavoro possa portare un grande aiuto a un settore, quello agricolo, che vive un momento di difficoltà. L’amministrazione, come sempre, è pronta a collaborare”.

Luca Trucca


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