Viterbo – “Sono anni che subisco maltrattamenti, ho paura per me e per i miei figli”. Una donna, residente a Viterbo, ha preso coraggio e ha presentato denuncia ai carabinieri contro il suo ex marito che avrebbe precedenti. La donna lamenta la mancata tutela della propria sicurezza e la lentezza degli interventi della magistratura: “Non vorrei essere una donna morta, uccisa dalle mani di un maschio così”, racconta a Tusciaweb la donna.
Violenza – Immagine di repertorio
Una denuncia per maltrattamenti in ambito familiare è stata formalizzata nei giorni scorsi in una stazione dei carabinieri della provincia di Viterbo. A rivolgersi alle forze dell’ordine è stata una donna, madre di più figli minori con età compresa tra i 3 e i 15 anni, che ha riferito di una situazione di forte disagio e di ripetute condotte vessatorie subite nel corso degli anni da parte dell’ex compagno.
Secondo quanto riportato nella denuncia, il rapporto, iniziato molti anni fa e culminato in un matrimonio, si sarebbe progressivamente deteriorato fino alla separazione. La donna ha riferito di un clima familiare caratterizzato da tensioni, pressioni psicologiche e comportamenti ritenuti lesivi della propria serenità e di quella dei figli, con un peggioramento significativo nell’ultimo periodo.
“Nel 2024, avevo già denunciato il mio ex marito perché mi aveva minacciato di tagliarmi la gola. Avevo poi deciso di ritirare la querela perché altrimenti lui non mi firmava la separazione”, ha raccontato la vittima.
Carabinieri – Immagine di repertorio
“Sono diversi anni che subisco maltrattamenti psicologici come insulti, accuse infondate, umiliazioni, disprezzo, mancanza di aiuto da parte sua che ha scaturito in me ansia, insonnia, stanchezza e debolezza cronica peggiorata nell’ultimo periodo, attacchi di panico, bassa autostima, isolamento e depressione soprattutto quando ero incinta dell’ultimo figlio”, ha continuato la vittima.
“Tutto ciò oggi non mi fa vivere tranquilla e soprattutto ho paura per me e per i miei figli in quanto lui ha dichiarato che me li avrebbe tolti anche al costo di mandarli in casa famiglia”, racconta la donna nella denuncia.
Nel racconto reso agli inquirenti emergerebbero anche episodi recenti che avrebbero indotto la denunciante a temere per la propria sicurezza personale e per quella dei minori, portandola a chiedere l’intervento delle autorità competenti. La donna avrebbe inoltre dichiarato di essere in possesso di materiale utile a documentare quanto denunciato, riservandosi di consegnarlo agli investigatori.
I carabinieri hanno raccolto la denuncia e trasmesso gli atti all’autorità giudiziaria, che valuterà le ipotesi di reato e l’eventuale adozione di misure a tutela delle persone coinvolte. Al momento il procedimento si trova nella fase preliminare delle indagini.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

