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Armati e a volto scoperto entrano in gioielleria per mettere a segno un colpo da centinaia di migliaia di euro

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Morlupo – Armati e a volto scoperto entrano in gioielleria per mettere a segno un colpo da centinaia di migliaia di euro. In tre finiscono in manette, a lanciare l’allarme una donna che ha chiamato i carabinieri.

Morlupo - I carabinieri intervenuti per la rapina in gioielleria

Morlupo – I carabinieri intervenuti per la rapina in gioielleria


“Ieri pomeriggio, attorno alle 14,00 è giunta presso la centrale operativa di Bracciano una telefonata concitata da parte di una donna che, riferiva di una rapina in atto presso una gioielleria di Morlupo di via San Michele – ricostruiscono i militari in una nota -. L’operatore della centrale operativa dei carabinieri di Bracciano ha immediatamente gestito la chiamata, facendo convergere in pochissimi minuti, presso l’esercizio commerciale, alcune pattuglie, quelle della stazione di Castelnuovo di Porto e di quella Rignano Flaminio che hanno così cinturato la zona. I soggetti all’interno della gioielleria, vistisi circondati e bloccati, hanno deciso di non opporre resistenza e sono usciti consegnandosi ai militari dell’arma”.

I carabinieri, prosegue la nota, “hanno potuto poi ricostruire che, intorno alle ore 14,00, tre uomini, tutti italiani di 35, 60 e 67 anni, erano entrati all’interno della gioielleria privi di maschere e fingendo di essere dei clienti. Successivamente hanno spinto le persone verso il retro del negozio e minacciato i presenti con due armi da fuoco, risultate vere e cariche, ed in fine hanno legato con del nastro adesivo le mani di alcuni dei presenti. Successivamente hanno iniziato a riporre la refurtiva in alcune buste, del valore, secondo una prima stima, di diverse centinaia di migliaia di euro”.

Fortunatamente “l’intervento, condotto anche con l’ausilio dei carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Bracciano ha consentito di concludere l’operazione senza feriti. I tre soggetti – conclude la nota -, sono stati condotti in caserma e successivamente, come disposto dalla procura della repubblica presso il tribunale di Tivoli, condotti presso il carcere di Roma Regina Coeli”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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