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Botte per una coda di cane pestata, assolti da lesioni l’ex bossetto e l’amico

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Bolsena – (sil.co.) – Giovane pesta la coda al cane, il “bossetto” era accusato di avere usato il guinzaglio come frusta mentre l’amico avrebbe sferrato bottigliate a una terza persona. Ma mercoledì il processo si è chiuso con l’assoluzione di entrambi gli imputati, difesi dall’avvocato Paolo Delle Monache. 


L'avvocato Paolo Delle Monache

L’avvocato Paolo Delle Monache


Davanti al giudice Jacopo Rocchi, la discussione di uno dei tanti processi a N.V., il rapper-spacciatore 25enne di Montefiascone che, nonostante la giovane età, ha un curriculum criminale ricco di precedenti ed è nel frattempo detenuto in carcere fino al 2028. per un cumulo di pene di tre anni e otto mesi. 

Il 25enne era imputato assieme allo storico amico, un coetaneo di Marta d’origine polacca, per il presunto pestaggio avvenuto la sera del 30 giugno 2018 a Bolsena di un giovane di origine romena, diventato nel frattempo irreperibile.

Secondo alcuni testimoni, il 26enne, che stava transitando in auto sulla rotatoria in fondo a viale Colesanti avrebbe “acciaccato la coda al cane” del 25enne falisco.

Ne sarebbe scaturita una discussione tra il conducente della vettura e il “bossetto”, al culmine della quale un giovane romeno si sarebbe messo in mezzo per dividere i contendenti, beccandosi dal martano una bottigliata alla nuca che avrebbe cominciato a sanguinare copiosamente, mentre il 25enne di Montefiascone avrebbe cercato di usare il guinzaglio del cane come frusta.


Articoli: Per una coda di cane pestata da un’auto, volano frustate col guinzaglio e bottigliate – Giovane pesta la coda al cane, il “bossetto” lo frusta col guinzaglio mentre l’amico sferra bottigliate


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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