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Cena dei veleni, sindaca Chiara Frontini e marito a processo il 9 aprile

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Viterbo – Cena dei veleni, quattro mesi all’apertura del processo per minaccia aggravata in concorso a sindaca e marito. Tra le frasi incriminate: “Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. 


Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini

Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini


Al via in  primavera. Si aprirà il prossimo 9 aprile davanti al giudice monocratico Giovanna Camillo del tribunale di Viterbo il processo per minaccia aggravata alla sindaca Chiara Frontini e al marito Fabio Cavini, 36 e 49 anni, difesi rispettivamente dagli avvocati Roberto e Francesco Massatani e Giovanni Labate. 

Tre le parti civili. Sono l’ex consigliere di maggioranza Marco Bruzziches e la moglie Anna Maria Formini, difesi dall’avvocato Samuele De Santis, secondo l’accusa vittime di minacce durante la famosa cena “registrata” del 26 settembre 2023 a casa loro, su richiesta “conviviale” dei coniugi Cavini. Parte civile, con l’avvocato Enrico Valentini, Letizia Chiatti, che due mesi e mezzo prima, il 5 luglio 2023, si era dimessa da presidente del consiglio, ufficializzando, il 15 febbraio 2024, la sua uscita dal gruppo di Viterbo 2020. 

Le tappe. I fatti risalgono al 26 settembre 2023, la denuncia di Bruzziches risale invece al 21 dicembre dello stesso anno, il 21 novembre 2024 il gup Fiorella Scarpato ha respinto la richiesta di rinvio a giudizio per il reato di minaccia a corpo politico. Lo scorso 5 dicembre la corte d’appello di Roma, accogliendo il ricorso del pm Massimiliano Siddi, come già chiesto il 20 giugno dalla procura generale, ha disposto il giudizio. per Frontini e Cavini, riqualificando il reato in minaccia aggravata.

Esternazioni intimidatorie. “Nel caso di specie – scrivono i giudizi di secondo grado, disponendo la prosecuzione del giudizio davanti al giudice del dibattimento – le motivazioni di cui alla sentenza ex art. 425 cpp non sono condivisibili nella misura in cui escludono la natura intimidatoria delle espressioni utilizzate dagli imputati nella conversazione in data 26.9.2023 che appaiono invece integrare li reato di cui all’art. 612 comma 2 c.p., così riqualificata l’originaria imputazione, non potendosi ritenere che le minacce fossero rivolte all’intero consiglio comunale”. 

“Se io voglio fare del male”. Tra le frasi incriminate, una su tutte: “Non siamo dei principianti, se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona”. Ma Cavini, che le avrebbe pronunciate durante la cena, si sarebbe spinto anche oltre: “Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte”. “La Chiatti adesso è nella fase in cui riflettiamo, perché se lei non fa danni noi non reagiremo”, avrebbe detto Cavini senza sapere di essere registrato. Due mesi e mezzo prima, il 5 luglio 2023, Letizia Chiatti si era dimessa da presidente del consiglio, ufficializzando durante il consiglio comunale del 15 febbraio 2024 la sua uscita dal gruppo di Viterbo 2020.

Silvana Cortignani


Viterbo - Letizia Chiatti e Marco Bruzziches

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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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