Viterbo – “L’ipotesi di reato iniziale è stata derubricata a reato di minor rilievo rispetto a quello iniziale, con serenità affronterò il processo”. Come aveva fatto non appena la notizia si era diffusa, in apertura di consiglio comunale la sindaca Chiara Frontini ha comunicato ai consiglieri sul rinvio a giudizio, per minaccia aggravata, relativo alla “cena dei veleni” e per il quale la corte d’appello ha accolto il ricorso da parte della procura di Viterbo contro il non luogo a procedere.
Chiara Frontini
“Nello spirito di condivisione come mi è stato richiesto dal consiglio – ha detto la prima cittadina aprendo i lavori – comunico la decisione presa dalla corte d’appello.
L’ipotesi di reato iniziale è stata derubricata a reato di minor rilievo rispetto a quello iniziale”. Minaccia aggravata rispetto a minaccia a corpo politico.
“Con serenità affronterò il processo, con lo stesso spirito che ci ha contraddistinto in questi due anni. Procedimento che non so quando si terrà, nelle prossime settimane o mesi, non ho notizie su date”.
Frontini è certa, come aveva già ribadito nella nota diffusa a ridosso della decisione presa dalla corte d”appello, di poter chiarire la sua posizione.
“Sono certa che in fase di dibattimento e successivo procedimento si farà completa chiarezza, dimostrando la totale infondatezza di quest’ipotesi di reato derubricata a reato di minor rilievo rispetto a quello iniziale”.
Il rinvio a giudizio, oltre Frontini, riguarda anche il marito Fabio Cavini ed è relativa alla cena nel settembre 2023 cui prese parte l’allora consigliere di maggioranza Marco Bruzziches, che poi, il febbraio successivo fu ascoltato in procura a seguito di fatti che ritenne gravi, avvenuti nel corso della serata.
Giuseppe Ferlicca
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
