Tribunale di Viterbo – Ubaldo Manuali
Viterbo – Confermata ieri in secondo grado la condanna a 9 anni e 10 di carcere per Ubaldo Manuali, il netturbino sessantenne “sosia di Keanu Reeves” accusato di avere violentato tre donne conosciute via social dopo averle drogate. L’operatore ecologico di Riano è stato arrestato il 12 settembre 2023. Oltre che di violenza sessuale plurima, era imputato anche di diffusione illecita di immagini a contenuto sessuale esplicito.
Il processo di primo grado si è chiuso il 14 ottobre 2024 davanti al collegio del tribunale di Viterbo, che ha anche disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di 26mila euro alle vittime, 10mila a una delle tre parti civili e 8mila ciascuno alle altre due in vista di un più cospicuo risarcimento in sede civile.
È stato grazie a una cinquantenne di Mazzano Romano narcotizzata, violentata e fotografata di nascosto dal suo aguzzino che con la sua denuncia, il 16 gennaio 2023, sono scattate le indagini.
Ubaldo Manuali in una fiction Rai
Meno di un mese prima, il 10 dicembre 2022, pochi giorni prima di Natale, il 60enne aveva filmato una delle tre vittime identificate dagli investigatori, una 49enne di Alatri, in provincia di Frosinone. Terza vittima, in realtà la prima, una donna di Capranica, anche lei informata dai poliziotti che sul cellulare dell’imputato hanno rinvenuto un video girato mentre era incosciente. Era il 25 settembre 2022. È il motivo per cui le indagini della procura di Tivoli sono passate a Viterbo, dove si è anche celebrato il processo.
“Nel corpo di una delle vittime il triplo di benzodiazepine rispetto a una dose terapeutica”, ha spiegato durante una delle udienze viterbesi la dottoressa Sabina Strano Rossi, la tossicologa dell’università Cattolica del Sacro Cuore cui è stato affidato dalla procura l’incarico di eseguire le analisi sui campioni biologici prelevati alla cinquantenne di Mazzano Romano.
Le parti civili sono assistite dagli avvocati Bruno Novelli,Valerio Zappulla e Alessandro Moratti. L’imputato è difeso dagli avvocati Francesco Mazzini e Fabio Frattini che, dopo il deposito delle motivazioni, sono ricorsi in appello contro la sentenza.
Manuali, interrogato all’udienza del 18 luglio 2024 del processo di primo grado, aveva ribadito più e più volte che le parti offese “erano consenzienti, non sono un mostro, a sessant’anni non ho bisogno di fare certe cose per andare con una donna”, ammettendo solo “è stato un errore fare il video”. “La verità è che queste erano consenzienti, ho sbagliato a mandare il video, ma non sono un mostro”, ha ribadito Manuali fino all’ultimo.
Silvana Cortignani
Immagini di Quarto Grado riguardanti Ubaldo Manuali
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


