Viterbo – (sil.co.) – Mafia turca, caos in aula a Istanbul alla richiesta di condanna da parte dell’alta corte penale per 305 imputati dell’organizzazione criminale del boss Baris Boyun. È il 41enne di etnia curda in fuga in Italia, dove è stato arrestato una prima volta a Rimini nel 2022 e dove è detenuto da oltre un anno e mezzo al 41 bis dopo essere stato arrestato il 22 maggio 2024 a Viterbo dove si trovava ai domiciliari per armi. Secondo gli investigatori italiani: “Tra gli obiettivi della banda c’era creare allarme sociale anche in Europa”.
Istanbul – Disordini in aula durante il processo a mafia turca
Decine di imputati, secondo la stampa turca, avrebbero attaccano la gendarmeria con delle sedie mentre venivano lette le sentenze nel maxi processo di Istanbul. Quando sono state annunciate le pene detentive, un particolare, un imputato avrebbe reagito e sarebbe scoppiata una rissa, per sedare la quale sarebbero stati usati spray al peperoncino e manganelli, mentre i giudici si allontanavano dall’aula sospendendo il processo.
Mafia turca – A Viterbo la cattura del boss Baris Boyun
Il 17 dicembre, nel frattempo, altri 4 cittadini turchi che sarebbero affiliati alla mafia turca del boss Boris Boyun sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip di Milano nell’inchiesta coordinata dalla pm Bruna Albertini su una presunta banda armata con finalità di terrorismo e per associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità.
Tra gli arrestati il latitante Ismail Atiz, già detenuto nel carcere Nicandro Izzo di Viterbo dal 25 agosto, quando fu bloccato in un b&b del centro del capoluogo. Secondo gli investigatori già in precedenza l’uomo, colpito da un mandato di cattura internazionale, avrebbe trovato nella Tuscia un rifugio sicuro grazie alla rete italiana dei sodali turchi di Boyun che, dietro compenso, avrebbero ospitato connazionali in fuga dal loro paese d’origine in attesa di trovare un luogo sicuro, talvolta all’estero, spesso in Germania
La notizia dei quattro arresti è stata diffusa dallo stesso procuratore di Milano, Marcello Viola, in una nota sul nuovo sviluppo investigativo portato avanti dagli agenti del SIisco di Milano, della squadra mobile di Como e dello Sco di Roma, nell’ambito della medesima inchiesta sfociata nell’arresto di Boyun a Viterbo e di altri 19 cittadini turchi. La banda avrebbe compiuto e organizzato numerosi attentati in Turchia e omicidi anche in altri paesi europei, tra cui anche la Germania con l’obiettivo di “destabilizzare gli assetti dello stato turco e a creare allarme sociale anche in Europa”.
Mafia turca – I boss Baris Boyun e Ismail Atiz, entrambi arrestati a Viterbo
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


