Viterbo – (sil.co.) – Falciò e uccise um pedone a Grotte Santo Stefano, definitiva la condanna a 8 mesi di reclusione per omicidio stradale inflitta in secondo grado all’automobilista che era alla guida di una Citroen C1.
Carabinieri e 118
L’incidente, avvenuto in via Calabria, risale a poco dopo le 7 di mattina del 10 ottobre 2016. Vittima un pensionato di 72 anni, Terzo Stella, investito mentre si trovava di fronte al bar della piccola frazione del capoluogo.
L’anziano fu trasportato in codice rosso e in gravissime condizioni all’ospedale di Viterbo dove, nonostante la tempestività dei soccorsi, è deceduto attorno a mezzogiorno. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri.
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Il poveretto, in seguito all’impatto con la vettura, fu sbalzato per oltre cinque metri. Alla guida un 43enne, cui la cassazione, ha confermato la condanna a otto mesi della corte d’appello del 2024, con sospensione della patente ridotta da sei a tre mesi
Al momento dell’impatto, il 72enne stava attraversando e aveva impegnato a una distanza di circa un metro e venti da un attraversamento pedonale, procedendo con andamento diagonale e con andatura spedita. L’auto, una Citroen C1 guidata dal 43enne, procedeva a una velocità di circa 30 chilometri orari.
Il conducente, accortosi del pedone, avrebbe effettuato una sterzata verso sinistra, senza frenare, finendo per colpire l’uomo con lo specchietto retrovisore e il montante destro del parabrezza.
Il pedone avrebbe iniziato l’attraversamento con un passo rapido di 1,5 metri al secondo, a 21 metri di distanza, per cui l’automobilista avrebbe avuto tuto il tempo di frenare. Secondo ls difesa avrebbe attraversato improvvisamente, fuori dalle strisce pedonali e correndo lungo una traiettoria diagonale. Ipotesi non condivisa dai giudici.
“La responsabilità del conducente – ha ribadito la cassazione – può essere esclusa solo quando la condotta della vittima si ponga come causa eccezionale e atipica, imprevista e imprevedibile, dell’evento e sia stata da sola sufficiente a produrlo”.
Nel caso di Grotte Santo Stefano, l’attraversamento è stato considerato prevedibile perché avvenuto in un tratto urbano, vicino a un’intersezione e dopo un attraversamento pedonale.
