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La maratona non si ferma: terzo gospel in pochi giorni per il Tuscia in jazz for sla

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Viterbo – Tre concerti gospel in una manciata di giorni. Non è una programmazione diluita nel tempo, è un’offensiva musicale serrata. Un ritmo che non concede tregua. Teatro Pesciaioli di Canepina, basilica di santa Cristina di Bolsena, e ora l’abbazia cistercense di San Martino al Cimino: tre luoghi, tre ensemble americani, tre comunità chiamate a rispondere.

E Italo Leali è presente. Sempre. Ogni volta.

Italo Leali

Italo Leali


Per chi vive con la Sla, ogni uscita è un rischio. Ogni presenza pubblica uno sforzo che la maggior parte delle persone non può nemmeno immaginare. Eppure Italo non molla. Non rallenta. Non si nasconde.

La sua voce, quella sintetizzata del comunicatore vocale, riecheggia tra le volte dell’abbazia con un effetto quasi soprannaturale. Qualcuno tra il pubblico lo nota: sembra che ci sia qualcosa di superiore che vola sopra la quotidianità. E proprio mentre fuori si consumano dolci a base di nocciole, prodotto simbolo di questa terra, quella voce parla di pesticidi, di multinazionali, di interessi economici che schiacciano le vite.

Viterbo - Tuscia in jazz for Sla - Cleveland Chorale Gospel

Viterbo – Tuscia in jazz for Sla – Cleveland Chorale Gospel


Un contrasto stridente. Necessario. Italo non è venuto qui a consolare. È venuto a denunciare, a portare l’attenzione laddove spesso sfugge.

“Quest’anno ho percorso migliaia di chilometri, visitato luoghi a me cari e scoperto di nuovi, ho fatto nuove amicizie importanti e consolidato le vecchie e, soprattutto, sono stato in mezzo a diecimila persone a cui ho raccontato la situazione di noi malati e l’importanza della ricerca contro la Sla”, ha esordito Italo nell’ultimo concerto viterbese del 2025.

E subito i numeri, quelli che nessuno vuole guardare: “L’Osservatorio delle Malattie Rare dice che l’incidenza della Sla è di uno o due casi ogni centomila abitanti. Ossia, essendo noi una provincia di duecentosessantamila abitanti, dovremmo avere due o quattro casi all’anno. Solo a Ronciglione, negli ultimi dieci anni, abbiamo avuto otto casi, di cui addirittura tre casi nel 2022. In provincia di Viterbo attualmente abbiamo cinquanta casi attivi. Il dato è allarmante”.

Viterbo - Tuscia in jazz for Sla - Cleveland Chorale Gospel

Viterbo – Tuscia in jazz for Sla – Cleveland Chorale Gospel


E ancora: “Queste aziende farmaceutiche e dolciarie sfruttano il nostro territorio senza dare nulla in cambio, senza dare servizi o fondi alla ricerca contro queste malattie perché non sono remunerative come analgesici e viagra oppure perché non gli conviene che si dimostri il legame tra le cose”.

Poi spiega perché è lì, perché continua: “Scendo le scale di casa mia in un sacco, affronto lunghi viaggi in ambulanza e sono in mezzo alla gente con il rischio di prendere qualche virus che per me potrebbe essere mortale. Ogni euro che vi convinco a donare, ogni persona che riesco a sensibilizzare verso questa malattia, è una piccola speranza per chi soffre di Sla e chi ne soffrirà in futuro”.

Italo Leali

Italo Leali


E confessa il fallimento più doloroso: “Vedete, molti di noi malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica preferiscono morire piuttosto che vivere senza speranza di una cura e di vivere attaccati a delle macchine, come me. Quest’anno ho provato in due casi a dissuadere da questa scelta due malati e in entrambi i casi ho fallito. La loro mancanza di speranza in un futuro è stata devastante per me. Non voglio più che qualcuno si arrenda perché non c’è speranza. Insieme, tutti insieme, la possiamo dare e lo stiamo già facendo”.

La sindaca Chiara Frontini ringrazia i presenti e il parroco per aver aperto le porte dell’abbazia. L’assessore Emanuele Aronne chiama Italo affettuosamente “capoccione” e invita tutti a sostenere concretamente la battaglia con le loro donazioni.

Viterbo - Tuscia in jazz for Sla - La sindaca Chiara Frontini

Viterbo – Tuscia in jazz for Sla – La sindaca Chiara Frontini


C’è anche l’opposizione, con Lina Delle Monache, nella sua San Martino. Il parroco restituisce il ringraziamento: “Grazie a Italo per averci dato questa opportunità”. E porta il saluto e l’abbraccio della diocesi tutta e del vescovo. Quindi la voce di Chiara Maziotti, psicologa del centro NeMO: “il sostegno psicologico ai malati di Sla è cruciale. Quello che ha fatto Italo, dare un senso a ciò che accade, è straordinario e non scontato. E anche voi, essendo qui stasera, state dando senso a tutto questo”.

Viterbo - Tuscia in jazz for Sla - L'assessore Emanuele Aronne

Viterbo – Tuscia in jazz for Sla – L’assessore Emanuele Aronne


Ernesto Bruziches, vicepresidente del Tuscia in Jazz, lo conferma: “Il messaggio sta passando”. Presente anche la referente del centro Emma Ferrari. E poi il concerto ha inizio.

Come la voce di Italo ha risuonato tra le volte cistercensi portando parole di denuncia e verità, così le voci del Cleveland Chorale Gospel si sono levate all’interno dell’abbazia, in un luogo dove il sacro diventa palpabile. Non è solo musica: è spiritualità che prende forma sonora. Voci che si intrecciano, che salgono verso l’alto come preghiere cantate, che vibrano tra le pietre antiche.

Il gospel ha questa potenza: è gioia e dolore fusi insieme, è lamento che diventa celebrazione, è sofferenza che si trasforma in danza. C’è l’estasi nelle voci dei solisti, c’è l’intensità profonda negli spirituals, c’è gioia.

Viterbo - Tuscia in jazz for Sla - Cleveland Chorale Gospel

Viterbo – Tuscia in jazz for Sla – Cleveland Chorale Gospel


Il pubblico si lascia coinvolgere: impossibile restare immobili, impossibile non lasciarsi contagiare da quella energia. Gioia pura, assoluta. Sembra un paradosso visto il tema che sta a monte della serata, visto che il concerto stesso ha come finalità quella di raccogliere fondi contro una malattia spietata. Eppure è esattamente quello che Italo vuole dimostrare: la vita è e resta meravigliosa.

Anche, forse soprattutto, quando tutto sembra perduto. Il gospel lo dice meglio di qualsiasi discorso: nel buio più profondo si può ancora cantare. Anzi, si deve.

Viterbo - Tuscia in jazz for Sla - Cleveland Chorale Gospel

Viterbo – Tuscia in jazz for Sla – Cleveland Chorale Gospel


Tre concerti in pochi giorni. Tre serate in cui Italo avrebbe potuto, dovuto, forse, restare a casa. E invece eccolo lì, ogni volta, a testimoniare che questa battaglia si combatte con la presenza fisica, con la costanza, con il rifiuto di arrendersi al silenzio. E con la musica. Sempre con la musica.

La maratona prosegue fino al 30 dicembre. Poi il Tuscia in Jazz for Sla continua fino a settembre 2026. Tutte le informazioni su www.tusciainjazzforsla.it

Patrizia Prosperi


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