Viterbo – “L’osservatorio è uno strumento per generare coesione e responsabilità”. Il vescovo Orazio Francesco Piazza presenta il nuovo progetto territoriale.
Da sinistra: Rachele Venanzi, Enrico Castauro, Orazio Francesco Piazza, Tiziana Laureti, Simone Severini, Nicolina Ripa e Angela Lo Monaco
“Questo è un momento importante, – prosegue il vescovo Piazza – dopo diversi incontri comuni ci siamo resi conto che si doveva fare qualcosa. Abbiamo un’università incredibile, una vera eccellenza per il nostro territorio. Ci sono molte fragilità, fare gruppo ci serve per poterle superare. L’osservatorio è uno strumento per generare coesione e responsabile. I problemi della comunità sono i problemi di tutti, ogni voce è importante. Facendo questo, si evidenziano problemi e si generano soluzioni”.
L’obiettivo primario dell’osservatorio è studiare in modo sistematico il patrimonio ambientale, culturale e storico dell’alta Tuscia. Non si tratta di un ente operativo diretto, ma di un centro di documentazione e approfondimento scientifico volto a comprendere la relazione tra il territorio rurale, le sue tradizioni e le dinamiche di sviluppo locali.
Sergio Pomponio
La sua attività si concentra sulla raccolta di dati, l’elaborazione di studi e l’organizzazione di iniziative che possano offrire una base conoscitiva solida per la promozione e la gestione consapevole delle risorse naturali e umane della zona. L’osservatorio opera come un punto di incontro tra l’esperienza della diocesi, la competenza accademica dell’Unitus e la conoscenza del territorio fornita dagli attori locali.
Presenti alla conferenza, oltre al vescovo Piazza, anche la rettrice Tiziana Laureti, il prefetto Sergio Pomponio, il direttore dipartimento dafne Simone Severini, il docente dell’istituto teologico San Pietro don Enrico Castauro, la docente del dipartimento dafne Angela Lo Monaco e la docente di costruzioni rurali Nicolina Ripa. A moderare l’incontro la professoressa Rachele Venanzi.
Il progetto, come spiega il docente istituto teologico San Pietro don Enrico Castauro, nasce proprio quest’anno: “È iniziato tutto a inizio anno dove, durante un incontro con il dafne, è nata l’idea dell’osservatorio. È uno strumento di conoscenza, valorizzazione e promozione del territorio, proprio ciò che serve qui nella Tuscia. L’osservatorio sarà attivo non solo per l’ambiente e per i beni culturali, ma anche per il sostegno e per la promozione delle tradizioni locali. Siamo un popolo fortemente legato alle tradizioni, sarebbe un vero peccato perderle”.
Da sinistra: Rachele Venanzi, Enrico Castauro, Orazio Francesco Piazza, Tiziana Laureti e Simone Severini
Migliorare non solo il territorio, ma anche la vita di chi lo abita. Così la docente del dipartimento dafne, Angela Lo Monaco: “Il senso principale deve essere migliorare la vita della popolazione. Il nostro territorio è unico, e sono anche le persone che lo vivono a renderlo tale. Se migliora la vita, si resta più volentieri nel territorio e di conseguenza lo si rispetta ancora di più. Come dafne raccogliamo l’eredità preziosa dell’universita d’agraria, il nostro scopo è dare il massimo ogni giorno per rispettare gli obiettivi prefissati”.
La palla passa poi alla docente di costruzioni rurali, Nicolina Ripa: “Parliamo di territorio, ambiente e paesaggio, l’osservatorio si baserà soprattutto su questi argomenti. Sinceramente penso che questi tre punti siano in realtà tutti parte dello stesso concetto. Ecco perché, a mio parere, intervenire su un solo punto significa comunque mettere le mani anche sugli altri due aspetti. Questo potenzialmente ci semplifica il lavoro, da oggi avremo molto da fare”.
Da sinistra: Orazio Francesco Piazza, Tiziana Laureti, Simone Severini, Nicolina Ripa e Angela Lo Monaco
Spazio quindi al direttore dipartimento Dafne, Simone Severini: “Abbiamo accolto con grande interesse questa iniziativa, ci siamo saltati dentro perché aiutare questo tipo di progetti a noi piace particolarmente. Spesso non si tiene conto che l’ambiente italiano è troppo spesso messo sotto scacco da parte dell’uomo, serve più equilibrio”.
“Un’inaugurazione che ci riempie di gioia, il nostro è un territorio ricchissimo di cultura e tradizioni. Il nostro obiettivo è portarle alla luce e sostenerle, oltre che creare una rete che possa unirci in un’unica comunità”, le parole della rettrice Tiziana Laureti, alle quali fanno eco quelle del prefetto, Sergio Pomponio: “È una grande iniziativa, il territorio viterbese si deve sforzare molto di più. È un momento delicato, ci sono problematiche comuni che si devono risolvere, speriamo che questo sia solo uno dei primi passi per poter risollevare la situazione. Dobbiamo fare di tutto per far si che il territorio non muoia culturalmente”.
Luca Trucca



