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Pale eoliche, imprenditori accusati di aver offerto soldi per sveltire l’iter

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Tessennano – Pale eoliche fuorilegge. Nel senso che, per sveltire le pratiche, gli interessati avrebbero offerto il doppio del valore, e un “acconto” di 5mila euro in contanti a prescindere dal buon esito dell’affare, per una macchina di proprietà del responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Tessennano. Per la procura istigazione alla corruzione in concorso. 

Il comune di Tessennano non a caso si è costituito parte civile con l’avvocato Giuliano Migliorati contro tre imputati per i quali il processo è entrato nel vivo lunedì davanti al collegio del tribunale di Viterbo. Testimoni due geometri che si sono avvicendati nelle pratiche commissionate loro da due imprenditori, padre e figlia, finiti nei guai assieme a un “socio” impegnato sul fronte delle energie rinnovabili. 

Il rinvio a giudizio dei tre imputati risale al 30 ottobre 2024, quando il gip Savina Poli ha accolto la richiesta della procura nei confronti di un 54enne di Canino, difeso dagli avvocati Roberto e Francesco Massatani, e di un 75enne e della figlia 41enne di Tessennano, difesi dagli avvocati Fiorenzo Buzzi e Mario Proietti.

“Abbandonata a terra su un appezzamento agricolo di Tessennano una pala eolica alta trenta metri mai montata sulla base di cemento appositamente realizzata, in seguito allo stop ai lavori imposto dal comune il 15 luglio 2021”, ha riferito al pm Massimiliano Siddi il primo geometra. incaricato del progetto iniziale, per 10-15 pale, poi spacchettato per semplificare l’iter autorizzativo, in modo da restare al di sotto di un megawatt per ciascuna richiesta. 

Il 75enne e il 54enne sono accusati di istigazione alla corruzione in concorso. Il primo in quanto intestatario o comunque effettivo fruitore di undici Pas per la realizzazione di altrettanti impianti eolici di potenza pari o inferiore a 999 Kw (cosiddetto mini eolico), in concorso morale con il secondo, secondo l’accusa socio d’affari occulto, quale responsabile materiale della proposta corruttiva al pubblico ufficiale anche per suo conto.

I due imputati avrebbero promesso e offerto denaro  al consulente del comune di Tessennano con incarico di responsabile dell’ufficio tecnico, affinché compisse un atto contrario ai propri doveri d’ufficio. Il 54enne di Canino, in particolare, per conto dei 75enne, si sarebbe recato più volte presso il comune di Tessennano per interloquire col funzionario al fine di velocizzare l’iter amministrativo di avallo delle procedure abilitative semplificate presentate. 


Massimiliano Siddi

Il pm Massimiliano Siddi


In una di queste occasioni, nei primi mesi del 2021, avrebbe manifestato al pubblico ufficiale l’interesse di una non meglio specificata terza persona all’acquisto dell’autovettura dello stesso, una Jeep Wrangler del 2013, ad un prezzo di 40mila euro, pari a circa il doppio del reale valore di mercato del mezzo.

Successivamente lo stesso, recandosi presso il suo studio privato, sempre al fine di perorare la causa, gli avrebbe offerto 5mila euro in contanti, a titolo di acconto per l’immediata stipula di un compromesso per la compravendita del veicolo, specificandogli che qualora l’affare non fosse andato in porto avrebbe comunque potuto trattenere la somma.

Secondo l’accusa, con l’intento di indurre il funzionario ad autorizzare le richieste d’installazione degli impianti eolici, omettendo di rilevare e segnalare le numerose criticità e difformità rispetto alla vigente normativa di settore, presenti nei progetti depositati.

Padre e figlia sono inoltre accusati in concorso della realizzazione di un impianto per la produzione di energia eolica della potenza di 600 Kw, su un terreno di Tessennano, in assenza di titolo abilitativo alla costruzione.

In particolare, tra il 17 marzo e il 15 luglio 2021, avrebbero dato inizio ai lavori di posa in opera su un terreno diverso, previo deposito presso il Comune di Tessennano di nuovo frontespizio della Pas precedentemente inoltrata al Comune di Tuscania nel quale sarebbero stati arbitrariamente sostituiti un intestatario della procedura, da padre a figlia.

Il processo riprenderà in primavera.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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