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È Paolo Pelliccia show… a suon di critiche pesanti per tutti dal vescovo alla rettrice

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Viterbo – È Paolo Pelliccia show… a suon di critiche pesanti come bastonate per tutti dal vescovo alla rettrice. Passando per la provincia e il comune. E con tanto di pubblico.

È stato uno scatenato Pelliccia a prendere la parola ieri sera nella sala Vincenzo Cardarelli della biblioteca di viale Trento.

È Paolo Pelliccia show

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La motivazione dell’incontro era dare “comunicazioni urgenti” sullo stato del polo bibliotecario, come si leggeva anche nello schermo alle spalle di Pelliccia.

Il commissario straordinario del consorzio bibliotecario di Viterbo ha ripercorso la storia del progetto della biblioteca degli Ardenti, tuttora in fase di completamento.

L’auspicio è quello di portare gli incontri organizzati dal polo bibliotecario proprio nello storico stabile del centro storico.

“Così poi quando si esce dall’incontro di va al bar, si gira nel centro storico. Non c’è bisogno del manager per far vivere il centro storico”. Il riferimento di Pelliccia è alla recente nomina di Martina Campanella come manager indicata e pagata dal comune di Viterbo per risollevare le sorti e l’economia del centro storico della città dei papi.

“A Stoccolma c’è un milione di persone e ci sono venticinque biblioteche enormi. Io ho in mente quel tipo di biblioteca, un luogo dove si dialoga, che deve aprire la luce del giorno”, dice il commissario.

È Paolo Pelliccia show


Un progetto quello di Pelliccia alla biblioteca degli Ardenti dentro palazzo Santoro che ha visto tempo fa anche il contrasto con i cavalieri di Malta, che avevano lì degli spazi in uso.

Spazi poi tolti loro dal comune di Viterbo su richiesta di Pelliccia.

“Un sindaco mi disse ‘Paolo non lo fare, quelli sono potenti’, e aveva ragione – ha raccontato Pelliccia-, perché mi sono arrivate 8 minacce di morte e una foto con 50 fornetti e la scritta ‘il primo è per te’. Poi mi sono inventato una storia, da uomo di teatro – ha proseguito Pelliccia-, e allora in un giorno sono stati mandati via”.

Una vicenda che ha riguardato la diocesi del capoluogo, e Pelliccia ne ha qualcosa da dire anche al vescovo Orazio Francesco Piazza, che a suo avviso avrebbe compensato la perdita di quello spazio da parte dei cavalieri con la concessione fatta loro della chiesa di San Giacomo, di proprietà della diocesi.

“Con il vescovo Piazza non ho più nessun rapporto. Il vescovo non può dirmi ‘devi ringraziarmi’ – ha raccontato Pelliccia -. Il vescovo non può dare ai Cavalieri una chiesa. La chiesa deve darla ai bisognosi, non ai Cavalieri di Malta”.

È Paolo Pelliccia show

 

Cavalieri che, ha raccontato Pelliccia, avrebbero avuto per anni in concessione dal comune uno spazio di oltre 1000 mq per 82 euro al mese.

Tante considerazioni da parte di Pelliccia sulla città e sul territorio, che non risparmiano la provincia, Un ente, secondo Pelliccia, per cui non ci saranno elezioni democratiche perché non ci sono più candidati.

“Ce n’è uno solo candidato, ed è proprio come ha scritto un giornalista l’altro giorno, come l’elezione di un imperatore. E dove non c’è pluralità, non c’è crescita del territorio. Una sola candidata anche per il ruolo di rettore dell’Università della Tuscia, e tanti applausi, solo perché donna. Come se fosse garanzia di intelligenza. Esistono uomini stupidi e donne stupide. Non conta il genere, quello che conta sono le persone”.

Il commissario straordinario afferma di aver scritto alla neorettrice Tiziana Laureti chiedendogli un incontro. La rettrice, racconta Pelliccia, ha risposto, attraverso una lettera. Lettera letta ieri sera da Pelliccia, in cui la rettrice voleva sapere l’argomento dell’incontro e in caso avrebbero poi concordato data e orario dell’incontro.

È Paolo Pelliccia show

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“A me non mi devi considerare il circolo del golf. Tu mi insulti in questa maniera”, ha commentato Pelliccia, ricordando quanto lavoro è stato profuso e quanti risultati sono stati ottenuti. “Anche con il rettore precedente Stefano Ubertini non ho mai avuto nessun rapporto. Non mi ha mai voluto incontrare”. Ricorda il commissario.

“Io non sono d’accordo con il sistema universitario viterbese – ha dichiarato Pelliccia -. Non so neanche quanti sono gli studenti di preciso, ma non credo più di diecimila, trainati dalla facoltà di Agraria. Poteva e doveva essere Beni culturali la più importante in una città piena di cultura e chiese come Viterbo, ma Beni culturali non esiste più. Un’università – ha continuato Pelliccia-, che ha conosciuto l’apice con i rettori Scarascia Mugnozza, di area conservatrice, e con Marco Mancini, di area progressista. Dopodiché il vuoto”.

Pelliccia non risparmia neanche il comune guidato da Chiara Frontini, commentando con ironia la candidatura a capitale europea della cultura 2033 del capoluogo della Tuscia.

“Come fai a diventare capitale della cultura se non hai neanche un cinema? – ha sottolineato Pelliccia -, e come fa il comune a riaprire il cinema Lux, ad aprire un’attività privata? E poi non mi ci ammazzerei… diventare capitale della cultura fa bene alle grandi città. Penso a quello che è accaduto a Matera; ad esempio nella biblioteca erano state assunte quaranta persone, ora sono tutte senza lavoro”.

Un riferimento anche all’incendio che lo scorso 4 giugno ha colpito la facoltà di Agraria. “Se fosse successo a me che bruciava Agraria, avrebbero buttato la chiave – ha detto Pelliccia -, invece non si è saputo niente. Solo che sono stati trovati 22 milioni di euro dal governo per la ricostruzione”.

“In questa città non si va da nessuna parte senza coordinamento, senza collaborare – ha chiosato tra l’altro Pelliccia -, qui è sempre un tutti contro tutti”. E detto da Pelliccia che ha una “buona parola” per tutti, la cosa è ancora più significativa.

Un Pelliccia show in pieno spirito pre natalizio.

Con tanto di Grinch.

Irene Temperini


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