Caprarola – (sil.co.) – Pestaggio in discoteca, un giovane avventore d’origine albanese è stato condannato ieri a 9 mesi e 10 giorni di reclusione per lesioni personali con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato.
I fatti risalgono al mese di dicembre del 2022. Il personale della security di un locale dei Cimini sarebbe intervenuto fuori della discoteca per mettere in salvo un ragazzo vittima di un feroce pestaggio da parte di tre soggetti, cui a un certo punto si sarebbe aggiunto l’attuale imputato per il quale ieri l’accusa ha chiesto una condanna a otto mesi di reclusione.
Il giudice Jacopo Rocchi, dopo una breve camera di consiglio, gli ha inflitto nove mesi e dieci giorni, concedendogli la sospensione della pena e anche il beneficio della non menzione.
“Il mio assistito non ha nemmeno visto il pestaggio, perché è stato immediatamente allontanato dai buttafuori quando è scoppiata la bagarre, a cui lui non ha assolutamente preso parte. Dietro ci sono vecchie questioni di famiglia, una precedente aggressione, una vicenda che riguardava il padre della parte offesa. È stata una gigantesca calunnia”, ha sottolineato il difensore Emilio Lopoi, durante la discussione.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.