Viterbo – Scorie nucleari, bocciato dal Tar del Lazio il ricorso proposto nel 2022 dai comitati Montalto Futura, Maremma Viva, Verde Tuscia, Per la salvaguardia del territorio di Corchiano e della Tuscia e ad adiuvandum Biodistretto della via Amerina e delle Forre. “Aree idonee, si tratta di semplici proposte”, spiegano i giudici amministrativi.
Scorie nucleari
I comitati chiedevano, in via principale, l’annullamento del nulla osta del ministero dello sviluppo economico di concerto con il ministero dell’ambiente nonché della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) del 5 gennaio 2021, che coinvolge 21 aree nella provincia di Viterbo.
In uno dei ricorsi per motivi aggiunti, notificato il 12 febbraio 2024, hanno inoltre impugnato il diniego delle amministrazioni alla richiesta di accesso agli atti relativa alla integrale documentazione sulla Carta nazionale aree idonee (Cnai), proponendo altresì domanda di annullamento della stessa Cnai, pubblicata sul sito del ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica il 13 dicembre 2023.
Lo scorso 22 gennaio, infine, i comitati ricorrenti hanno invocato l’annullamento del rapporto preliminare redatto dal ministero dell’ambiente nell’ambito della procedura di valutazione ambientale strategica avviata sulla proposta di Cnai.
Si sono costituiti in resistenza il ricorso ministero dello sviluppo economico, la presidenza del consiglio dei ministri, il ministero della transizione ecologica, il ministero della cultura, dell’ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione Isin e la Sogin, eccependo, in via preliminare, l’inammissibilità del ricorso per difetto di interesse in quanto il gravame si appunterebbe “su un atto endoprocedimentale privo di attitudine lesiva”.
“Risulta insufficiente a radicare l’interesse al ricorso – si legge nelle motivazioni della sentenza di inammissibilità pubblicata dal Tar del Lazio il 29 dicembre – il riferimento ad una utilità meramente ipotetica o eventuale, che richiede, per la sua compiuta realizzazione, come avviene nella vicenda in esame, il passaggio attraverso una pluralità di fasi e di atti ricadenti nella sfera della più ampia disponibilità dell’amministrazione”.
“Nel processo amministrativo – viene spiegato – un atto endoprocedimentale non può essere impugnato in via autonoma, atteso che la lesione della sfera giuridica del destinatario è di regola imputabile alla statuizione che conclude il procedimento, con la conseguenza che quello va gravato insieme a questa”.
“La Sogin – viene ricordato – ha promosso un seminario nazionale, invitando, tra gli altri, oltre ai ministeri interessati e l’agenzia, le regioni, le province e i comuni sul cui territorio ricadono le aree interessate dalla proposta di carta nazionale delle aree potenzialmente idonee nonché l’Upi, l’Anco, le associazioni degli industriali delle province interessate, le associazioni sindacali maggiormente rappresentative sul territorio, le università e gli enti di ricerca presenti nei territori interessati. Nel corso del seminario sono approfonditi tutti gli aspetti tecnici relativi al parco tecnologico“.
“Come già rilevato da questo tribunale – viene sottolineato in conclusione – sia la proposta di Cnapi, sia la proposta di Cnai devono essere considerate, giustappunto, come semplici proposte, aventi carattere meramente preparatorio, prive di rilevanza esterna e relative ad un segmento procedimentale in corso di completamento, non essendo ancora intervenuta da parte dei ministeri competenti l’adozione della Cnai mediante apposito decreto“.
Silvana Cortignani
Roma – Tar del Lazio
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