Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Questa mattina ci ha lasciato Sergio Flamigni.
Nato il 22 ottobre 1925 a Forlì, da poche settimane aveva compiuto 100 anni. La sua è stata una vita densa e intensa, dedicata interamente alla democrazia, all’antifascismo e alla ricerca della verità sulle pagine più oscure della storia nazionale del dopoguerra.
Il senatore Sergio Flamigni
Già diciannovenne, da partigiano nella Resistenza italiana, diventa Commissario Politico della Ventinovesima Brigata GAP “Gastone Sozzi”. Dal 1952 al 1963 è prima Segretario della CGIL di Forlì, poi Segretario della Federazione del PCI fino a ricoprire incarichi di primissimo piano nel Partito Regionale dell’Emilia Romagna e nella Direzione Nazionale del PCI.
Dal 1968 al 1987 è Deputato e poi Senatore. Nella sua esperienza parlamentare è stato tra l’altro membro della Commissione Antimafia, della Commissione d’inchiesta sul Caso Moro e della Commissione d’inchiesta sulla Loggia massonica P2. Dal 1988 è stato autore di approfonditi studi sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro che rappresentano tutt’ora un punto di riferimento sia per il lavoro degli storici e degli studiosi, sia per l’attività della magistratura.
Nel 1989 Sergio Flamigni, insieme a sua moglie Emilia Lotti, donna straordinaria che ha fatto della militanza nella politica, nell’associazionismo e nel sindacato una ragione di vita, hanno scelto di vivere in provincia di Viterbo, ad Oriolo Romano. E’ qui, nel nostro territorio che Sergio partecipa alla grande discussione sulla Svolta che porterà al superamento dell’esperienza storica del PCI e alla nascita del PDS.
Qui, a Oriolo Romano, ha fondato, nel 2005, l’Archivio Flamigni che raccoglie una quantità enorme di documentazione frutto del suo sterminato lavoro dentro e fuori le istituzioni e che, in questo modo, è a disposizione di tutti. Perché tutti devono poter conoscere. Perché tutti hanno diritto di sapere la verità su ciò che è accaduto senza accontentarsi di verità di comodo o di circostanza.
È stato bello conoscere Sergio ed averlo tra noi. È stato un uomo sempre disponibile al confronto. Amava ascoltare. Le conversazioni con lui erano sempre alla pari. Nessun atteggiamento di superiorità ma un’umiltà e una semplicità che esprimevano la curiosità di capire per poter leggere la politica e il mondo con il massimo di oggettività e con il necessario rigore per fare le scelte e le battaglie più giuste.
Sergio è stato un esempio prezioso e indimenticabile per il quale gli siamo grati e del quale faremo tesoro. Giungano alla sua famiglia, a chi lo ha stimato e a chi gli ha voluto bene le nostre più sincere condoglianze.
Manuela Benedetti
Segretaria Provinciale PD
Alessandro Mazzoli
Presidente Provinciale PD
