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Tentato omicidio: troppo pochi 5 anni di reclusione, no al patteggiamento

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Civita Castellana - Accoltellamento in via Ferretti - I carabinieri sul posto

Civita Castellana – Accoltellamento in via Ferretti

L'avvocato Luigi Mancini

Il difensore Luigi Mancini

Walter Pella

L’avvocato di parte civile Walter Pella

Civita Castellana –Tentato omicidio di Civita Castellana, ieri il giudice Rita Cialoni ha rigettato la richiesta di patteggiamento a cinque anni di due dei quattro marocchini coinvolti nella violenta aggressione ai danni di due tunisini dello scorso 16 marzo in via Ferretti, perché ritenuta incongrua per le modalità dell’ azione e le ferite inferte.

Contro le vittime, una delle quali ricoverata in fin di vita al Santa Rosa di Viterbo, furono sferrati perfino colpi di machete.

Il gip ha quindi rimesso gli atti al presidente del tribunale Francesco Oddi, rinviando a fine gennaio per decidere sull’eventuale richiesta di rito abbreviato da parte del difensore degli imputati Luigi Mancini, da discutere in caso davanti a un diverso giudice. 

La parte offesa si è invece. costituita parte civile con l’avvocato Walter Pella. 

Il gravissimo fatto di sangue – sembrerebbe legato a una guerra tra spacciatori nordafricani di diverse nazionalità per il controllo della piazza – è avvenuto nel primo pomeriggio di domenica 16 marzo, in via Ferretti, nei pressi di un ristorante e davanti all’ex cinema Flaminio, nel cuore del centro storico della capitale del distretto delle ceramiche.

Tre dei presunti responsabili sono stati arrestati il 22 marzo, il quarto è stato rintracciato e arrestato a Torino il 31 marzo. Tutti di nazionalità marocchina, hanno 24, 28, 31 e 37 anni. Vittime due tunisini di 22 e 27 anni. Quest’ultimo, parte civile con l’avvocato Walter Pella, è stato colpito tra l’altro con un machete ed è la parte offesa del reato di tentato omicidio, ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Santa Rosa di Viterbo dopo un intervento chirurgico d’urgenza cui è stato sottoposto all’Andosilla di Civita Castellana.

Gli altri due imputati, nel frattempo, a fine gennaio compariranno nuovamente davanti al collegio. L’avvocato Mancini potrà in quell’udienza chiedere di ricorrere anche per loro a uno dei riti alternativi che in caso di condanna prevedono lo sconto di un terzo della pena. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 


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