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Travolse automobilista in panne sulla superstrada, un anno per omicidio stradale

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Viterbo –  In una lettera letta in tribunale tutto lo strazio del militare che la mattina del 26 marzo 2020, in pieno lockdown, era alla guida del mezzo che, all’altezza del chilometro 71,200, investì un corriere appena sceso dall’auto in panne, deceduto dopo giorni di agonia in ospedale. Ieri è stato condannato a un anno con pena sospesa e non menzione per omicidio stradale e alla sanzione accessoria di otto mesi di sospensione della patente di guida. La procura aveva chiesto un anno e mezzo di reclusione, ma il giudice Jacopo Rocchi ha riconosciuto, in base alle richieste del difensore Paolo Pirani, sia le attenuanti generiche che il concorso di colpa da parte della vittima. 


Fabio Friberti, nel riquadro, fu soccorso dall'eliambulanza

Fabio Friberti, nel riquadro, fu soccorso dall’eliambulanza


“Il dolore per ciò che è avvenuto mi accompagnerà per tutta la vita”, aveva scritto l’imputato nella lettera scandita lo scorso 26 novembre davanti al giudice in un’aula dove era calato un profondo silenzio. 

Vittima un 38enne di Capalbio ma residente con la compagna e la figlia a Civitavecchia, Fabio Friberti, che si stava recando al lavoro, così come l’altro conducente. Nonostante il traffico praticamente azzerato a causa della pandemia, l’impatto col pedone si sarebbe reso inevitabile. Per via delle condizioni di luce e dell’abbigliamento marrone della vittima, in piedi sul retro della sua vettura blu scuro, per cui non distinguibile, secondo l’ingegnere di parte ascoltato un mese fa.

Il 38enne era sceso dal suo mezzo in panne, essendo rimasto a secco, quando è stato centrato in pieno dalla vettura che lo seguiva, condotta da un sottufficiale che andava al lavoro. Nel corso del processo è stata ricostruita in aula la dinamica del sinistro. Erano passate da poco le sette di mattina del 26 marzo 2020.

A terra il 38enne, ancora vivo al momento dei soccorsi, portato d’urgenza in eliambulanza al Gemelli di Roma dove è stato dichiarato clinicamente morto tre giorni dopo, alle 8 di mattina del 30 marzo. Sul posto per i rilievi la stradale, che ha condotto le successive indagini, coordinate dal pm Stefano D’Arma, sfociate nell’incriminazione dell’uomo che era alla guida della macchina di mezzo.

I funerali di Fabio Friberti si sono tenuti il 2 aprile a Capalbio, in  una chiesa vuota per via dell’emergenza Covid, dopo che la famiglia aveva autorizzato l’espianto degli organi.

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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