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Tuscia in jazz for Sla winter, il sindaco Moneta: “Per Italo ci siamo stati, ci siamo e ci saremo sempre”

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Canepina – Il teatro Pesciaioli di Canepina venerdì sera era gremito, un’atmosfera calda che si è accesa ancora di più già al primo pezzo. Cedric Shannon Rives and the the Unlimited Praise Gospel Singers hanno trascinato con grande talento il pubblico in un’esperienza travolgente: ritmo, voci eccelse, energia pura.

La band, strepitosa in ogni singolo componente, ha saputo far muovere, cantare e ballare le persone in sala, alternando brani trascinanti a grandi classici natalizi interpretati con intensità spirituale. Gioia, energia e grande partecipazione per i presenti, non solo spettatori ma partecipanti vivi della serata.

Canepina - Tuscia in jazz for Sla winter - Il sindacp Aldo Moneta e parte dell'amministrazione

Canepina – Tuscia in jazz for Sla winter – Il sindaco Aldo Moneta e parte dell’amministrazione


Ma prima della musica, le parole. Quelle di una comunità che non lascia solo Italo Leali, quelle della rete che si stringe attorno alla lotta contro la Sla, e quelle dello stesso Italo, affidate come sempre al suo comunicatore vocale.

Italo Leali

Italo Leali


Il sindaco Aldo Maria Moneta e l’assessora Manuela Benedetti hanno ribadito l’impegno di Canepina. “Siamo stati il primo comune – afferma il sindaco -, ad aderire ai progetti di Italo e manterremo questo impegno sempre. Per Italo ci siamo stati, ci siamo e ci saremo sempre. Sostenevamo i suoi progetti già prima della malattia, perché credevamo nell’importanza di quei contenuti. Non solo le istituzioni: i cittadini tutti si stringono intorno a lui. Ne sono certo. Canepina tutta sa dare”.

L’assessora Benedetti ha sottolineato l’amicizia e l’affetto che legano Canepina ad Italo: “Non è da tutti – afferma -, continuare a vedere ciò che di bello c’è nel mondo e ringraziamo Italo per questo”.

Canepina - Cedric Shannon Rives and the the Unlimited Praise Gospel Singers

Canepina – Cedric Shannon Rives and the the Unlimited Praise Gospel Singers


Presente anche Francesco Lettieri della Fondazione Serena, che coordina gli otto centri clinici NeMO attivi in Italia. Centri che non fanno solo ricerca ma garantiscono percorsi di cura e assistenza ai malati e ai loro cari.

L’assistenza ai malati di Sla è impegnativa, spesso affidata alle famiglie: un impegno che non conosce pause, riposi. Si fa per amore nel caso dei legami di affetto e familiari, per servizio nei casi delle associazioni e degli enti pubblici. Lettieri ha citato il presidente della Fondazione, lui stesso malato di malattia neuromuscolare. “Lui ci spinge, ci guida, proprio come sta facendo Italo”.

Italo Leali insieme al coro Unlimited Praise Gospel Singers

Italo Leali insieme al coro Unlimited Praise Gospel Singers


Dopo l’introduzione di Ernesto Bruziches, Italo ha preso la parola. Ha ringraziato gli amici di Canepina, Enrico, Maurizio, Aldo, Manuela e Francesco, che rappresentano “punti fermi nella mia esistenza” e ha denunciato l’anomala concentrazione di casi di Sla nel territorio: Ronciglione con otto casi in dieci anni, tre nel solo 2022. “Di questi resto solo io a testimoniare questa moria”.

Ha sollevato domande scomode sul legame tra pesticidi e malattie neurodegenerative, citando il riconoscimento francese del Parkinson come malattia professionale per gli agricoltori, e ha puntato il dito contro le multinazionali che speculano sul territorio senza restituire nulla: “Avete mai sentito di una scuola, un centro culturale, di un fondo dedicato all’assistenza dei malati o alla formazione dei giovani?”

E ha indicato una strada di cambiamento: “Siamo noi che votiamo, che compriamo cioccolata e medicinali. Possiamo spingere i governi a investire in ricerca e non in armi, acquistare prodotti diversi. Insieme possiamo cambiare le cose”.

Canepina - Tuscia in jazz for Sla winter - Canepina - Cedric Shannon Rives and the the Unlimited Praise Gospel Singers

Canepina – Tuscia in jazz for Sla winter – Canepina – Cedric Shannon Rives and the the Unlimited Praise Gospel Singers


Poi le parole più dure sulla malattia: “Ogni euro che donerete stasera sarà un euro di speranza per chi vive questa malattia infame e senza cura. Una malattia che ti inchioda a un letto come una croce. Una malattia che divora giorno per giorno fino a toglierti il respiro. Una malattia che non ti fa vedere la morte con paura, ma come una liberazione. Una malattia che non distrugge solo la tua vita, ma anche quella di chi ti ama”.

E infine, la testimonianza di resistenza: “E proprio da quell’amore ho trovato la forza di reagire, di plasmarmi e adattarmi a questa nuova forma di vivere. Non sono qui oggi per fare politica, ma per testimoniare la condizione di seimila malati, nascosti nelle loro stanze che diventano celle per loro e per le loro famiglie. Questa è una malattia scomoda da vedere e io, invece, voglio farla vedere a più persone possibili, far capire che dentro questi corpi inermi ci sono menti lucide, ancora capaci di amare e sognare”.

Italo Leali insieme a sua sorella Alessia

Italo Leali insieme a sua sorella Alessia


Ha chiuso citando Steve Hawking e ribadendo che “la vita è e resta meravigliosa! Anche quando tutto sembra perso, se guardiamo nel buio troveremo sempre una scintilla per riportare la luce. Per me lo siete voi e la musica”. Poi il gospel ha fatto il resto, trasformando il teatro in un luogo di celebrazione, resistenza, speranza.

Il Tuscia in Jazz for Sla prosegue con altri appuntamenti gospel fino al 30 dicembre. Info e calendario: www.tusciainjazzforsla.it

Patrizia Prosperi


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