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Vende falso collage di Mimmo Rotella, antiquario alla sbarra per ricettazione

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Viterbo – Vende a un mercatino un falso quadro di Mimmo Rotella, antiquario viterbese alla sbarra per ricettazione. Testimone al processo Aghnessa (Asya) Rotella, figlia 32enne dell’artista simbolo della pop art italiana, morto nel 2006 a Milano all’età di 88 anni.


Un collage di Mimmo Rotella

Un collage di Mimmo Rotella


I falsi di Mimmo Rotella sono famosi perché, pur trattandosi di opere contraffatte, nel corso degli anni hanno ingannato diversi acquirenti, inclusi collezionisti e persino una casa d’aste.

Nel caso viterbese, l’acquisto risale al mese di agosto del 2018 e il successivo 26 settembre l’acquirente ha chiesto informazioni per l’autenticazione alla Fondazione Mimmo Rotella, che il primo marzo 2019, suo malgrado, lo ha informato che il suo “collage su cartoncino” era un’opera contraffatta. Da qui la denuncia dell’antiquario,

Al centro della vicenda un’opera  su cartoncino 50×70, senza titolo, “non riconducibile a Mauro Rotella”, secondo il verdetto della Fondazione. Fondazione che all’epoca dei fatti era presieduta dalla figlia dell’artista, Aghnessa Rotella, la quale mercoledì era a Viterbo per essere sentita in tribunale quale parte offesa davanti al giudice Jacopo Rocchi, al quale ha spiegato  come, non trattandosi di un unicum, non ricordasse lo specifico fatto. Al termine dell’udienza, il giudice ha rinviato a primavera per discussione e sentenza. 

A processo un commerciante di antichità viterbese settantenne, difeso dall’avvocato Andrea Danti e imputato di ricettazione, in relazione all’abrogato reato di alterazione, riproduzione di opere d’arte, commercio di oggetti falsi, anche senza aver partecipato alla falsificazione. L’opera, secondo la difesa, sarebbe stata acquistata senza autentica  presso una galleria e sarebbe appartenuta a una famiglia che ne sarebbe stata in possesso da 40 anni.


Andrea Danti

Il difensore Andrea Danti


Le forze dell’ordine hanno effettuato sequestri di opere contraffatte, come il caso di 62 falsi di Rotella e Arnaldo Pomodoro nel 2007. Recentemente, il problema dei “falsi d’autore” è stato anche affrontato in modo artistico. 

Risale invece al 1953 la scoperta da parte di Rotella  del manifesto pubblicitario come espressione artistica da cui il décollage, prelevando dai muri di Roma e incollando su tela pezzi di manifesti strappati per strada rielaborandoli poi in studio, adottando il collage dei cubisti e contaminandolo con elementi mutuati da una matrice informale e con il ready-made dadaista.

Insieme ai décollages, Rotella esegue anche assemblages e ready-made con oggetti acquistati da rigattieri come tappi di bottiglia, corde, ceste di vimini e pezzi di stoffa. I suoi décollages, dall’inizio degli anni sessanta, si caratterizzano per la presenza dei divi del grande schermo e della musica come Marilyn Monroe, Liz Taylor, Marlon Brando ed Elvis Presley.

Nel 2000 è stata costituita, per sua volontà, la Fondazione Mimmo Rotella, che ha seguito l’artista negli ultimi cinque anni della sua vita, affiancandolo nelle varie attività e aiutandolo nell’organizzazione di mostre e nella pubblicazione di monografie. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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