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Vietato stendere panni che gocciolano, bivaccare o lavarsi alle fontane

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Viterbo – Vietato stendere panni, se gocciolano, accumulare oggetti anche se su proprietà privata, dar da mangiare a piccioni.

Ma a Viterbo, no pure al bivacco o all’accattonaggio molesto. Sono alcune delle norme contenute nel regolamento di polizia urbana i discussione in commissione Affari generali. E a ciascuna trasgressione corrisponde una sanzione.


Viterbo - Commissione Affari Generali - L'intervento di DI Fusco

Viterbo – Commissione Affari Generali – L’intervento di Di Fusco


Iniziata la discussione del corposo regolamento. Quaranta articoli in tutto. Per normare comportamenti e attività che hanno un peso sulla vita di tutti i giorni. A cominciare dall’occupazione, anche occasionale, con oggetti, di aree pubbliche o private aperte al pubblico. Chi trasgredisce è passibile di multa da 100 a 300 euro.

Occhio a bagnarsi, lavarsi o effettuare altre operazioni di pulizia personale nelle vasche e nelle fontane pubbliche, o utilizzarle per il lavaggio di animali e cose.

Un classico che torna ogni estate tramite ordinanza del sindaco, è il divieto di bivacco. Adesso previsto nel regolamento. “È vietato sedersi, sdraiarsi o dormire sul suolo pubblico o ad uso pubblico – è riportato – sulla soglia, sulla pavimentazione, sui muretti, sui gradini posti all’esterno degli edifici pubblici e privati, scolastici ed universitari, sui monumenti, delle fontane e dei luoghi di culto, sugli arredi urbani, sulle strutture realizzate per consentire il superamento delle barriere architettoniche”. Non si potrà mangiare o bere, occupando sempre il suolo pubblico”.

Quando utilizzato in modo poco consono. Se invece non si darà luogo a situazioni di disturbo ed evitando di non imbrattare o rovinare. I poco educati possono pagare pegno: da 50 a 150 euro. E anche peggio. Altre sanzioni sono sempre possibili.

No pure all’accattonaggio molesto: “È vietato chiedere elargizioni a qualsiasi titolo in prossimità di uffici pubblici, di ogni ordine di scuola, di ospedali, di case di cura, di residenze per anziani; in prossimità di luoghi di culto o destinati alla memoria dei defunti; agli accessi e all’interno dei parcheggi pubblici; nelle aree di fronte a pubblici esercizi, negozi, fiere e mercati; alle intersezioni stradali con o senza semafori”. Pure in questo caso, sanzione da 50 a 150 euro. e da specifiche norme statali, regionali o comunali.

Senza autorizzazione non sarà possibile nemmeno esporre merce fuori dai negozi. Chi trasgredisce, oltre alla multa si vedrà pure sequestrare la merce. Meglio evitare, inoltre, d’ammassare oggetti in immobili e aree private. Soprattutto se possono arrecare danno o pericolo. “L’ammassatore” rischia fino a 300 euro di contravvenzione, oltre a imporre ai proprietari, pulizia e rimessa in sicurezza.

Pure in casa, sarà bene prestare attenzione. “Nelle facciate di edifici prospicienti vie o piazze, o da queste visibili – riporta l’articolo 17 – è vietato lavare, distendere o appendere fuori dalle finestre e sulle terrazze e balconi, tappeti, biancheria, effetti personali o altri oggetti consimili quando tale operazione provochi la caduta di polvere o lo sgocciolamento su aree soggette a pubblico passaggio”.

Attenzione pure nell’innaffiare vasi di fiori. “Vietato provocare la caduta di acqua o terriccio sul suolo pubblico”. Altrimenti, multa da 50 a 150 euro.

Nel regolamento ricomprese anche le limitazioni al consumo di bevande alcoliche. Totale a minori, mentre ogni anno, entro il 31 gennaio la giunta approva orari e aree del territorio nell’ambito delle quali applicare i divieti.

Per prevenire il proliferare di piccioni, i proprietari d’immobili dovranno preoccuparsi di predisporre schermature, chiusure, dissuasori per impedire lo stazionamento. Previsto anche il divieto di somministrare cibo. Le sanzioni sono salate, da 100 a 500 euro.

Un regolamento piuttosto ampio e che riguarda anche altri ambiti e la cui approvazione finale avverrà in consiglio comunale e che ieri in commissione ha visto lo scivolone della maggioranza nei confronti di Francesca Sanna (Pd), mal sopportata solo per avere fatto notare un refuso, poi corretto. E che per questo ha abbandonato i lavori.

Giuseppe Ferlicca


– Alta tensione in commissione: Sanna interviene, la maggioranza sbuffa e la consigliera Pd abbandona i lavori


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