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Colleferro – Una vigilia di Natale segnata da una violenza familiare estrema quella andata in scena in un’abitazione di Colleferro dopo le 20. Un uomo anziano è stato ridotto in fin di vita a bastonate dal nipote ventiduenne, che dopo l’aggressione ha opposto resistenza alla polizia, minacciando gli agenti con un coltello.
Sono stati i vicini, allarmati dalle urla e dai rumori provenienti dall’appartamento, a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine intorno alle 20. Quando le pattuglie del commissariato di polizia e il personale del 118 sono arrivati sul posto, l’anziano giaceva a terra in una pozza di sangue, colpito ripetutamente alla testa con un bastone di alluminio.
Nel frattempo il giovane si era chiuso al piano terra dell’abitazione. In evidente stato di agitazione, ha impedito per diversi minuti l’accesso ai soccorritori, estraendo un coltello a scatto e puntandolo contro i poliziotti. La situazione è rimasta a lungo bloccata, con l’urgenza di prestare cure all’uomo ferito e la necessità di evitare ulteriori rischi.
Solo grazie a una complessa trattativa condotta dagli agenti della squadra anticrimine è stato possibile riportare la calma. Il 22enne è stato disarmato e immobilizzato, mentre i sanitari hanno potuto intervenire e trasferire l’anziano all’ospedale Parodi Delfino in codice rosso.
L’uomo ha riportato fratture e numerose contusioni, con una prognosi di 45 giorni. Nonostante il grave trauma, ha deciso di denunciare il nipote, che aveva accolto in casa nel tentativo di aiutarlo a uscire da una situazione di dipendenza. Nell’appartamento sono stati sequestrati il bastone utilizzato per l’aggressione e il coltello brandito contro gli agenti.
Il giovane è stato arrestato e trasferito nel carcere di Velletri. Dovrà rispondere delle accuse di lesioni gravissime, estorsione e minaccia a pubblico ufficiale.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
