Bruxelles – “Solo un’Europa che investe nelle persone può essere veramente competitiva e giusta”. Nel corso di un anno ricco di impegno e novità, l’eurodeputata e vicepresidente del parlamento europeo, Antonella Sberna, riflette sul cammino dell’Europa e del suo territorio, tra riforme decisive, iniziative sportive e impegno per le famiglie.
In questa intervista, Sberna condivide i momenti più significativi del 2025, le sfide affrontate e le sue speranze per un futuro di pace, coesione e solidarietà, con uno sguardo rivolto alle radici e alle tradizioni che rafforzano il senso di appartenenza e responsabilità verso i cittadini europei. E annuncia un importante arrivo nella città dei papi.
Antonella Sberna e Raffaele Fitto
Onorevole Sberna, il 2025 è stato un anno molto intenso. Politicamente parlando, come è andata?
“Lo definirei un anno di profonda trasformazione – dice Sberna -, in generale ed anche per l’Unione Europea. Tanti gli stravolgimenti, tante le novità e tante le scelte decisive miranti a rilanciare la competitività e a semplificare la burocrazia.
Diversi gli esempi da poter fare: dall’approvazione delle semplificazioni per le Pmi nel cosiddetto Omnibus 1, al nuovo regolamento per contrastare l’immigrazione illegale verso i Paesi terzi sicuri, dalle modifiche sul regolamento della deforestazione per tutelare settori strategici come agricoltura, allevamento e filiera del legno, al piano europeo per la casa, ma anche al futuro del mercato dell’automobile fino ai costi dell’energia. Su tutti questi dossier abbiamo lavorato in stretto coordinamento con il nostro governo, e Fratelli d’Italia e il gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei hanno svolto un ruolo da protagonisti, portando emendamenti concreti e soluzioni a sostegno di imprese, famiglie e lavoratori.
Di poche ore fa, un ulteriore successo in merito ai 10 miliardi in più previsti per la politica agricola comune, su cui ci siamo spesi negli scorsi mesi e che ha dato i suoi frutti attraverso un’azione martellante ed incisiva. Si tratta di un ulteriore cambio di orientamento per non indebolire il sostegno ad agricoltura, territori e sicurezza alimentare nel bilancio dell’Unione nel periodo 2028–2034”.
Quali passi in avanti sono stati fatti nell’ambito delle deleghe che gestisce?
“Dal punto di vista legislativo, ho lavorato molto sulla valorizzazione delle aree interne, rurali e periferiche, sulla semplificazione dell’accesso ai fondi regionali e in particolare al Fondo sociale europeo, ma anche su demografia, investimenti e famiglia per contrastare spopolamento e impoverimento dei territori.
Ci siamo battuti per parlare di sostenibilità in modo complessivo, non solo ambientale ma anche economica e sociale, iniziando a ridimensionare l’eccesso di regolamentazione e rendicontazione che tramite le politiche del green deal stavano creando situazioni ingestibili per imprese ed enti pubblici. Anche grazie alla nostra attività in Parlamento, riusciremo a far risparmiare alle nostre imprese circa 5 miliardi di euro di costi della burocrazia.
La vicepresidenza è una responsabilità entusiasmante, e mi giostro tra presidenza della plenaria, riunioni interne che definiscono progetti e attività che vogliono migliorare l’efficacia dell’azione parlamentare, ma anche dialogo interreligioso, politiche per la diversità e l’uguaglianza di genere, relazioni con gli enti locali, con i paesi dell’Africa, e via dicendo.
Ad esempio, nel corso di quest’anno e mezzo abbiamo favorito un dialogo concreto e fattivo tra istituzioni e organizzazioni religiose e non-confessionali su temi concreti riguardanti politiche ed iniziative europee. Abbiamo parlato di dialogo intergenerazionale, casa accessibile e budget dell’Unione Europea, offrendo uno sguardo diverso sull’Europa, più trasversale e radicato nei problemi reali dei cittadini. Sull’uguaglianza di genere abbiamo incentrato un’intera settimana sul tema del talento per fare il punto rispetto a quel che dobbiamo fare ancora per accorciare i divari e creare opportunità per le donne. Abbiamo anche approvato misure a sostegno della maternità di deputate e donne lavoratrici. E così via”.
Come si è impegnata a rappresentare le esigenze della Tuscia a livello europeo. Quali sfide ha incontrato, in che ambito e come le ha superate?
“Amo profondamente il mio territorio e la mia nazione e conosco le virtù ma anche le criticità e le sfide che abbiamo davanti. Ho iniziato da subito una interlocuzione fattiva con il Commissario Europeo ai trasporti per lavorare alle infrastrutture da completare come ad esempio la “Orte-Civitavecchia”. Seguo da vicino i lavori dell’intergruppo sulla “ceramica” e lavoriamo insieme ai distretti italiani come quello di Civita Castellana e alle associazioni di categoria per seguire le evoluzioni legislative che riguardano il settore e mantenere un’interlocuzione bipartisan visto l’interesse strategico per il nostro Paese.
Ci siamo impegnati con votazioni e proposte concrete per tutelare il settore agricolo e le nostre filiere industriali e produttive, e ascoltato amministratori e cittadini su istanze riguardanti le aree interne e il potenziamento dei servizi, dalla mobilità alla connettività. Abbiamo inoltre lavorato sulla promozione della mobilità e della conoscenza dell’Europa con i programmi Epas ed Erasmus per le scuole e sono molto felice di aver inaugurato la prima “Mezza Maratona della Città dei Papi” a Viterbo in occasione della decima settimana europea dello sport, un evento sportivo che vogliamo possa restare e diventare un volano di sviluppo economico e sociale per il nostro territorio”.
Il provvedimento che la rende più orgogliosa e quello per cui si batterà nel corso del nuovo anno?
“Il mio progetto è quello di riportare la persona e la famiglia al centro dell’azione dell’Unione Europea. L’ho chiamato “Family Deal”, e sto lavorando assieme ad altri colleghi per spingere la commissione europea a proporre un pacchetto di misure che promuova la famiglia come motore economico, sociale e demografico dell’Unione.
Quest’anno intendo continuare a sostenere con determinazione queste idee e sto per presentare una risoluzione che metta nero su bianco la richiesta di misure, iniziative e politiche per la promozione della demografia, la creazione dei servizi e il sostegno alla natalità, affinché possiamo costruire un’Europa che fondi la sua forza sui suoi cittadini e sulle sue radici culturali”.
E’ stata tra le quattro donne che hanno rappresentato ufficialmente l’Ue ai funerali di Papa Francesco ad aprile a Roma, insieme a Metsola, Von Der Leyen, Kallas. Cosa ha significato per lei?
“È stato un momento forte. Non è stato un “mero” saluto al Santo Padre Francesco, ma si è trattato di una vera e propria chiamata alla pace, con i grandi della terra riuniti a Roma a San Pietro. Io ero lì in quanto Vicepresidente del Parlamento Europeo con delega al Dialogo Interreligioso. Una giornata che non resterà solo nella mia memoria, ma che credo i nostri figli leggeranno sui libri di storia. E per noi significa essere parte di quella storia e lavorare ogni giorno con responsabilità e senso del dovere per fare in modo che quella “chiamata alla pace” diventi realtà fattiva dentro e fuori il nostro continente”.
Nel capoluogo, come accennava, si è svolta la prima Viterbo half marathon – Città dei papi. Come è nata questa iniziativa e da quali valori è mossa?
“Volevo che valori come coesione, condivisione e inclusione diventassero un filo capace di cucire insieme le strade della città e i cuori delle persone, trasformando la corsa in un racconto condiviso di identità e comunità. Una festa dello sport per unire. Era tanto tempo che questa città voleva una maratona e grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni, forze dell’ordine e cittadini tutto questo è stato possibile. Ora dobbiamo lavorare affinché diventi una manifestazione permanente e che, oltre alla promozione dello sport e dei suoi valori, la Viterbo Half Marathon – Città dei Papi possa diventare sempre di più un volano di promozione turistica, sociale ed economica per la città e l’intera provincia”.
Ha detto, “Il nostro impegno a tutela dei diritti di tutti”, può dirci quali sono le politiche per il Terzo settore e quali quelle per la parità di genere?
“Il parlamento europeo ha recentemente chiesto una strategia ambiziosa ed efficace per i diritti delle persone con disabilità e può fare molto per rafforzare inclusione e coesione sociale, promuovendo il ruolo dell’economia sociale e del volontariato. Con la delegazione di Fratelli d’Italia lavoriamo affinché queste tematiche siano considerate nei molteplici atti legislativi che affrontiamo ed un esempio tangibile è stata la firma e poi l’approvazione dell’emendamento per sostenere economicamente gli Special Olympics World Games 2025 di Torino.
In merito alla parità di genere, oggi abbiamo un quadro legislativo più attento ai diritti delle donne e di più grande supporto in diversi ambiti, che vanno da quello salariale a quello della rappresentatività, dalla maternità alla prevenzione di violenza fisica e psicologica. Quest’anno nell’ambito della Settimana europea dell’uguaglianza di genere che si tiene ogni anno ad inizio dicembre in Parlamento, abbiamo discusso molto dei progressi e delle sfide sull’uguaglianza attorno al tema del “talento”: pari opportunità nello studio, nel lavoro, e nella vita pubblica sono essenziali.
Investiamo nelle persone se vogliamo aumentare competitività e giustizia. Il talento è una risorsa strategica al di là del genere, ed è per questo che vanno eliminati tutti gli ostacoli che impediscono a donne e ragazze di partecipare ad armi pari”.
“L’Europa siamo noi, mezzo miliardo di persone in un continente unito nel segno della pace”. Alla luce di quando sta accadendo, questa pace per lei è raggiungibile?
“Credo che l’Europa abbia una fortuna immensa, e il suo nome è Giorgia Meloni. Il presidente del consiglio italiano è una protagonista unica e indispensabile nel guidare il nostro continente verso soluzioni concrete in un momento di profonda instabilità geopolitica e di conflitto. Ha dimostrato che per perseguire la pace servono il coraggio dei propri valori e la forza delle proprie idee”.
Secondo lei, come appare l’Europa agli occhi della gente con cui lei è in costante contatto? Ha qualche anticipazione per il nuovo anno?
“Spero appaia un po’ meno distante e tiranna rispetto a quanto sembra. Il mio impegno quotidiano consiste anche nel raccontare l’Unione Europea, spiegarne le funzioni, farne comprendere l’utilità ed esercitare le giuste critiche quando le istituzioni europee commettono degli errori. La festa dell’Europa al teatro dell’Unione con oltre 500 studenti lo scorso maggio, la mezza maratona dei papi a settembre, e per il prossimo anno ci saranno molte altre novità.
A fine gennaio, avrò il grande onore di ospitare proprio nella nostra città il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto che ha nel suo portafoglio la delega alla politica di coesione, quella che programma risorse per i territori e permette di accorciare i divari. Sarà un onore accoglierlo in città in occasione di una giornata di formazione che ho fortemente voluto promuovere grazie alla collaborazione con il Parlamento Europeo, la Commissione europea in Italia, Anci Lazio e Unitus”.
Qual è il momento più significativo che descrive in maniera completa questo suo anno?
“Il 2025 è stato l’anno del Giubileo dei due papi. A dicembre, insieme agli eurodeputati del Gruppo Ecr, ho incontrato papa Leone XIV, che ha sottolineato come l’identità europea sia inseparabile dalle sue radici giudaico-cristiane, il cui contributo ha plasmato la cultura, i diritti e il progresso del continente. Ci ha inoltre ricordato l’importanza del dialogo tra fede e ragione per affrontare le sfide contemporanee e promuovere il bene comune.
Questo mi ha dato ancora più forza per proseguire il mio lavoro al servizio dei cittadini europei. Personalmente ritengo che la grande sfida sia quella di riportare l’Europa alla sua essenza e allo spirito dei trattati che l’hanno istituita ispirandosi al principio di sussidiarietà: fare cose grandi che gli stati nazionali non riescono a fare da soli e farlo bene, lasciando quel grado di autonomia ai territori che conoscono meglio di tutti quali sono le proprie esigenze”.
A chi dedica il suo impegno politico e un suo augurio per il nuovo anno?
“La prima dedica è certamente alla mia famiglia, a quella forza silenziosa, dirompente e quotidiana che tiene insieme lavoro, affetti e responsabilità.
Questo mi ricorda il senso del mio impegno politico al servizio delle persone, delle comunità e dei valori di cura e solidarietà che essa rappresenta. Alle madri, ai padri, ai nonni, ai giovani e ai lavoratori che credono nel futuro. Alla comunità umana e politica di Fratelli d’Italia che attraverso al sua filiera istituzionale su questo territorio come su moltissimi altri riesce ad essere cinghia di trasmissione tra i bisogni e le necessità reali delle comunità territoriali e le sedi istituzionali in cui si possono creare quelle politiche a misura di persona e di territorio utili allo sviluppo economico e sociale della nostra Italia e della nostra Europa.
Per questo nuovo anno che è appena iniziato – conclude la vicepresidente del Parlamento europeo – auguro fiducia, ad ognuno nelle proprie forze e nel valore delle comunità che viviamo e che rappresentiamo. Che l’Europa sappia sostenere tutto questo come fondamento di un orizzonte comune”.
