Civitavecchia – “Negozi con incassi buoni a Natale, ma ora serve una rete di impresa per il rilancio”. Parla il vice presidente di Confcommercio, Cristiano Avolio: “Bisogna evitare la desertificazione del commercio locale”.
Cristiano Avolio
Un anno difficile, come del resto anche quelli precedenti. Il 2025 va in archivio con il picco delle vendite per le festività natalizie, i commercianti sorridono al foto finish anche quest’anno, ma c’è da fare una grande riflessione per capire come rilanciare il settore a Civitavecchia, viste le numerose chiusure, anche di locali storici. Il vice presidente di Confcommercio, Cristiano Avolio fa il punto della situazione, tra un 2025 tra alti e bassi e un futuro in cui c’è tanto da lavorare.
Avolio, il Natale potrebbe avere risollevato i bilanci di molte attività alle prese con una crisi che morde sempre più. Quali sono i feedback degli esercenti negli ultimi giorni?
“Le vendite sono andate bene, in linea, se non addirittura meglio rispetto ai numeri che si erano registrati a fine 2024. Questo, nonostante la pioggia abbia caratterizzato sia la serata delle Pastorelle, il 23 dicembre, sia il giorno successivo, quello della vigilia”.
Si può dire quindi che, anche se con numeri risicati, che le vendite di Natale sono da considerarsi in crescendo rispetto alla tendenza solita per quello che riguarda Civitavecchia?
“Per avere un quadro più delineato bisognerà aspettare ancora qualche giorno ma sentendo i commercianti i dati sono positivi. Soprattutto per chi lavora nella ristorazione”.
Il periodo natalizio e l’incasso legato alle vendite per i regali, oltre a pranzi e cene nei ristoranti, rappresenta circa il 30/40% per alcune categorie di attività. Cosa si può fare per rilanciare il commercio anche nel resto dell’anno?
“L’ho già detto più volte, solo attraverso la formazione di una rete di imprese si può combattere il fenomeno della desertificazione del commercio locale, che è in atto da mesi. Basta vedere il numero crescente di mini-market al posto delle attività tradizionali”.
Quali potrebbero essere i vantaggi dall’aderire a questa iniziativa?
“Le attività devono lavorare insieme per essere più competitive sul mercato. Così facendo, anche costituendo delle realtà di quartiere, si può accedere a dei contributi statali e ottenere dei risparmi significativi nelle gestioni, degli sgravi fiscali. A mio avviso è una soluzione che in tanti dovrebbero prendere in considerazione. Noi come associazione siamo a disposizione di tutti gli esercenti”.
