Viterbo – “La Tuscia al centro dell’agenda politica del governo”. Mauro Rotelli (deputato FdI) ripercorre gli interventi di cui ha beneficiato il territorio e guarda al 2026. L’apertura della scuola nazionale elicotteristi, ma anche un progetto di cui al momento non svela i dettagli: “Provvedimento atteso da anni. Riguarderà un contesto ambientale importantissimo della nostra provincia”. Ma anche la situazione politica nazionale e locale: “Il centrodestra alle prossime comunali di Viterbo non solo sarà unito, ma anche straordinariamente competitivo”.
Mauro Rotelli e Giorgia Meloni
Mauro Rotelli, per il 2025 che si è chiuso, dovendo scegliere tre obiettivi raggiunti per la Tuscia dal Governo, quali citerebbe?
”Considerando l’efficacia dell’azione di governo sul nostro territorio nel corso dell’ultimo anno – spiega Mauro Rotelli – selezionare solo tre risultati è abbastanza complicato. Volendo indicare alcune delle iniziative più significative, partirei dal recupero della chiesa di Santa Maria in Gradi, per il quale sono stati stanziati 7,2 milioni di euro nella Legge di Bilancio, con i lavori già avviati nel dicembre scorso: un intervento di grande valore storico e culturale. Cito, poi, il completamento dell’interporto di Orte, reso possibile dalla rimodulazione dei fondi Fsc in collaborazione con la Regione Lazio, per un ammontare di 8 milioni di euro, grazie ai quali l’infrastruttura potrà finalmente diventare intermodale, agevolando lo scambio fra trasporto su gomma e su ferro e rafforzando il ruolo strategico di Orte nel sistema logistico nazionale. Non posso non menzionare, poi, il potenziamento della linea ferroviaria FL3 Viterbo-Roma, reso possibile grazie a un finanziamento di 8 milioni di euro previsto dal Decreto Infrastrutture, un intervento atteso da anni, fondamentale per migliorare la mobilità e la qualità della vita di migliaia di pendolari. Per le strade provinciali, inoltre, sono stati stanziati oltre 9,6 milioni. Il nostro territorio è stato premiato anche per le eccellenti filiere agricole, con oltre 31 milioni messi a terra; per le rievocazioni storiche, la tutela del patrimonio culturale, le biblioteche e gli adeguamenti della sicurezza nei luoghi di culto, con circa 6,2 milioni di euro totali”.
Da presidente della commissione Ambiente, più in generale, quali ritiene che siano stati, nel corso dell’anno, i tre principali interventi approvati?
“Il primo, senza dubbio, riguarda lo straordinario finanziamento da 22,5 milioni di euro per la ricostruzione completa della Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia, distrutta dall’incendio del 4 giugno scorso. Un secondo provvedimento di grande rilievo, soprattutto per il distretto ceramico di Civita Castellana, è l’approvazione dei Cam (Criteri ambientali minimi), strumento che incentiva un’edilizia pubblica più efficiente e responsabile. Infine, ricordo con orgoglio l’approvazione definitiva della legge quadro sugli Interporti, a mia prima firma. Un testo fondamentale e atteso da un settore chiave della nostra economia. Anticipo con grande soddisfazione un quarto provvedimento atteso da anni, che sarà affrontato nei dettagli nei prossimi giorni e che riguarderà un contesto ambientale importantissimo della nostra provincia”.
Il governo Meloni ha effettuato il giro di boa, che voto si dà, fra provvedimenti arrivati a compimento e altri su cui è stato necessario scendere a compromessi, uno per tutti, in campagna elettorale il taglio delle accise sui carburanti?
“A esprimere un voto saranno gli elettori al termine di questa legislatura: io posso dire che per me è un onore servire la mia nazione al fianco di Giorgia Meloni. L’Italia ha inanellato una serie di primati fino a pochi mesi fa inimmaginabili, da cui anche la Tuscia trae sicuramente giovamento: livelli d’occupazione mai raggiunti in passato, con record positivi sia per quella femminile, sia per quella giovanile, disoccupazione ai minimi storici. Lo Spread attestato a 70 punti base, un livello che non si registrava dal 2009, rappresenta non solo un significativo risparmio sul costo degli interessi, ma anche un chiaro indicatore della stabilità economica e della rinnovata credibilità dell’Italia sul piano internazionale, che ha portato tutte le agenzie di rating mondiale a rivedere in positivo il giudizio sui nostri conti. L’arrivo dell’ottava rata del Pnrr, con ben cinque rimodulazioni richieste e ottenute dal governo, chiudono un anno caratterizzato anche da importanti riforme strutturali. Si deve fare di più? Certamente, ma solo con risorse certe, senza fare debito e senza spot elettorali. Avremmo agito da subito sulle accise, se non avessimo avuto eredità pesanti da onorare”.
Qual è lo stato di salute del centrodestra al governo e quello, invece, della coalizione a livello locale? Se c’è una compagine nel vero senso della parola, visto che Forza Italia pare giocare una partita politica su un altro campo e con altre squadre?
“Il centrodestra italiano è un modello di alleanza elettorale che ha radici profonde nella nostra nazione. Modello cui molti altri paesi europei e non solo si stanno ispirando per replicare politiche di buon governo. È proprio grazie alla costante attenzione del presidente del consiglio e dell’intero esecutivo che la Tuscia riveste oggi un ruolo centrale nelle scelte strategiche a livello nazionale. Un’attenzione trasversale, che coinvolge non soltanto i rappresentanti di Fratelli d’Italia, ma anche quelli di Forza Italia e della Lega. Senza questa sinergia, non sarebbe stato possibile promuovere la nostra splendida città termale sugli schermi delle principali stazioni ferroviarie italiane, né potenziare in modo così significativo l’organico di un presidio delicato e strategico come il carcere di Viterbo. Allo stesso modo, non avremmo registrato l’impegno concreto di Enac nei confronti del nostro territorio, con stanziamenti e progetti volti al rilancio dello scalo regionale. A breve, anche la Difesa vedrà un ulteriore rafforzamento, con l’apertura della scuola nazionale elicotteristi. Potrei proseguire citando altri esempi concreti, frutto di un’azione politica fondata su serietà, responsabilità e determinazione, qualità che non si riscontrano in ipotetiche alternative di governo: una consapevolezza condivisa, ormai, anche dagli amministratori della provincia di Viterbo, indipendentemente dal colore politico di appartenenza”.
Fratelli d’Italia è il maggior partito nel centrodestra. Più onori, ma anche più oneri. Si riuscirà, a suo modo di vedere, a trovare una quadra per le prossime elezioni comunali nel capoluogo, offrendo un’alternativa all’attuale amministrazione? E a Civita Castellana tutti uniti e compatti?
“Fratelli d’Italia ha celebrato nella Tuscia, proprio nel 2025, oltre 50 congressi comunali: il partito è radicato con decine di amministratori eletti su tutto il territorio provinciale. Mi onoro di essere in squadra con l’eurodeputata Antonella Sberna, con i consiglieri regionali Giulio Zelli e Daniele Sabatini e con i tanti eletti negli enti locali, con cui mettiamo in campo una filiera istituzionale incisiva e determinante per il nostro territorio. Sentiamo una grande responsabilità, quella di oltre il 40% dei viterbesi che hanno scelto Giorgia Meloni e FdI. Il centrodestra alle prossime comunali di Viterbo non solo sarà unito, ma anche straordinariamente competitivo e saprà costruire una proposta pragmatica di buon governo che, mi auguro, verrà premiata dai viterbesi.
Per Civita Castellana vale lo stesso ragionamento: l’amministrazione guidata dal sindaco Luca Giampieri ha dimostrato di possedere pienamente le qualità e i risultati necessari per meritare la fiducia di un secondo mandato. Come è giusto che sia, sarà comunque il giudizio degli elettori a determinare il prosieguo di questo percorso. Per Fratelli d’Italia, questo è ciò che conta: il rispetto assoluto della volontà popolare. Non esistono alternative a questo principio, né ipotesi diverse rispetto all’unità del centrodestra, che è la nostra casa, e che lo è ancor più nel sentimento popolare di quel vasto elettorato che, con convinzione e partecipazione, ne alimenta l’identità e ne sostiene l’azione attraverso i partiti che ne costituiscono l’ossatura”.
Giuseppe Ferlicca
