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Viterbo – (sil.co.) – Si è fatto arrestare per evasione dai domiciliari uno dei due stranieri condannati lo scorso autunno a sei mesi per il furto di un’auto in via Cavour con fuga verso il Sacrario inseguiti e filmati dal proprietario e dai carabinieri.
Si tratta del 32enne d’origine tunisina residente nel capoluogo difeso dall’avvocato Luigi Mancini condannato a 6 mesi di reclusione con lo sconto di un terzo dell’abbreviato lo scorso 31 ottobre per direttissima, in concorso con una 22enne d’origine romena residente a Tuscania.
Sottoposto per il furto della vettura all’obbligo di dimora, successivamente alla condanna il 32enne è finito ai domiciliari in seguito all’aggravamento della misura per altre vicende. Domiciliari confermati giovedì dal giudice dopo la convalida dell’arresto per evasione e il rinvio a giugno del processo per direttissima come chiesto dalla difesa per valutare riti alternativi.
Tornando al furto d’auto, è stato messo a segno la notte del 2 ottobre, davanti a un ristorante di via Cavour, dove il proprietario era sceso dalla sua Chevrolet Matiz per salutare un amico al volo.
Una scena letteralmente da film. La vittima si è lanciata all’inseguimento con l’amico, filmando i banditi in fuga col telefonino, mentre sul posto sopraggiungevano i carabinieri del Norm che hanno subito bloccato e arrestato i tre che erano a bordo.
Come detto, due sono state le condanne, mentre è stato assolto il terzo passeggero, un 55enne viterbese che è stato trovato ubriaco sull’auto rubata con la coppia di stranieri. Tutti e tre difesi dall’avvocato Luigi Mancini.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
