Viterbo – C’era una volta il corso…
Si fa fatica percorrendo corso Italia a non provare tristezza nel vedere negozi chiusi e vetrine abbandonate da anni, soprattutto pensando ai fasti di un non troppo lontano passato. Su un centinaio di attività a corso Italia, se ne contano oltre 40 chiuse.
Corso Italia – Foto scattate tra le 10 e le 13
Tra gli ultimi a mollare il centro commerciale della città la pelletteria Officine toscane, la pizzeria Ghost Chili e la bigiotteria Fedra. Una situazione che sembra irreversibile, e a cui neanche i saldi invernali sembrano dare una boccata d’ossigeno. Dopo i primi giorni di ottimismo, la situazione è stagnante. Situazione di cui i negozianti non sono contenti di parlare, almeno pubblicamente. Sintomatico anche questo di preoccupazione e malcontento per chi a fine mese deve fare i conti con le spese di gestione, gli stipendi e gli affitti.
Perché per un imprenditore la matematica è alla base delle scelte, e se i conti non tornano, si devono prendere decisioni che con il cuore non hanno purtroppo a che fare. A microfoni spenti però gli imprenditori di questa parte di centro storico parlano, e raccontano la situazione. Ognuno di loro ha bene in mente come era il corso, fino a non moltissimi anni fa. Tra gli imprenditori che negli ultimi anni hanno dovuto chiudere diversi punti vendita in centro ma che continuano a colorare con scarpe borse e vestiti corso Italia ci sono le famiglie Jadicicco, Scuderi, Martini.
Corso Italia – Foto scattate tra le 10 e le 13
Attività radicate nel tessuto non soltanto commerciale ma anche sociale della città. Attività i cui proprietari resistono con coraggio, pur nelle difficoltà, perché non vogliono mollare. Perché mollare è una sconfitta, è la morte di sogni cullati ed ereditati dai genitori, significa abdicare. Per non farlo aleggia dentro loro la speranza che qualcosa prima o poi possa cambiare.
Sono due le leve di questa speranza: investire sul turismo e puntare sulle nuove annunciate aperture, tra cui quella attesissima di Schenardi. Sperando che, a domino, le aperture portino altre aperture, magari di marchi importanti. Parlando con persone che rappresentano la memoria storica di questo versante di centro, viene fuori un quadro completo della situazione, un’analisi esatta e puntuale, tra malcontento e speranza. Nessuno ci sta a suonare il de profundis al corso, ma tutti sono concordi nel dire che qualcosa deve cambiare.
Perché, e questo è un coro unanime, basta guardarsi intorno per vedere la desolazione. Nel frattempo qualche mese fa il comune ha ingaggiato Martina Campanella, manager che nelle intenzioni dell’amministrazione dovrebbe risollevare con una visione di insieme e coinvolgendo gli imprenditori, le sorti economiche del centro storico.
Spazio Viterbo – La pagina Facebook con 7 follower
Si riceve su appuntamento il lunedì e il giovedì dalle 10 alle 14, si legge sulla pagina Facebook di Spazio Viterbo, locale aperto a via Cavour per questo ambizioso progetto. Pagina social aperta da oltre un mese ma che conta appena 7 follower. Non proprio una partenza di fuoco per un’attività che nelle intenzioni dovrebbe fare della comunicazione la sua punta di diamante. L’ultimo contenuto pubblicato è una locandina in cui si promuovono le iniziative per il centro storico previste in occasione di San Valentino, la festa degli innamorati: cartomanti e segni zodiacali in testa. Che affidarsi a stelle e tarocchi sia rimasta l’ultima spiaggia?
Irene Temperini
Spazio Viterbo – La Locandina per San Valentino


