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“Robotica e tecniche mini-invasive, la Asl guarda al futuro”

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Viterbo – È la giornata conclusiva degli Stati generali della Asl di Viterbo, dal titolo Costruire salute insieme con la comunità. L’intervento di Antonio Lorido, direttore dell’unità operativa di chirurgia vascolare dell’ospedale Santa Rosa e portavoce del nuovo dipartimento chirurgico. Un contributo che mette al centro parole chiave come tempestività, complessità, rete, presenza e innovazione.

Viterbo - Teatro Unione - Stati generali della Asl - Antonio Lorido, dipartimento chirurgico

Viterbo – Teatro Unione – Stati generali della Asl – Antonio Lorido, dipartimento chirurgico


Dottor Lorido, qual è oggi la missione del dipartimento chirurgico della Asl di Viterbo?
“Il dipartimento chirurgico si occupa principalmente di pazienti affetti da patologie di alto rilievo clinico, come i tumori dell’apparato gastro-intestinale, urologico e cutaneo, oltre alle malattie cardiovascolari, che rappresentano ancora oggi la principale causa di mortalità. In questo scenario la tempestività della presa in carico è un pilastro fondamentale”.

In che modo viene garantita questa tempestività?
“Attraverso percorsi codificati e un rigoroso rispetto delle classi di priorità, che ci consentono di assicurare tempi rapidi di ricovero e trattamento, riducendo i rischi legati alla progressione della malattia. Ma la gestione del paziente, spesso fragile, non si esaurisce nell’atto chirurgico: è un percorso che include anche l’accompagnamento clinico e psicologico, grazie a un coordinamento multidisciplinare tra i diversi specialisti”.

Può fare qualche esempio concreto di questo lavoro multidisciplinare?
“Penso alla chirurgia generale oncologica che lavora in stretta sinergia con gastroenterologia e oncologia per i tumori dell’apparato gastro-intestinale, condividendo strategie e approcci terapeutici. Oppure alla dermatologia che, insieme alle chirurgie, all’oncologia e alla radioterapia, affronta in modo integrato il trattamento dei melanomi”.

Accanto alla rapidità, emerge anche il tema della complessità degli interventi.
“Esatto. La complessità caratterizza il nostro lavoro quotidiano. La chirurgia vascolare, ad esempio, tratta patologie estremamente gravi come gli aneurismi dell’aorta, sia con tecniche tradizionali di chirurgia aperta sia con approcci endovascolari mini-invasivi. Ci occupiamo anche della patologia carotidea per la prevenzione dell’ictus e di interventi fondamentali per preservare la funzionalità degli arti, soprattutto nei pazienti diabetici”.

Viterbo - Teatro Unione - Stati generali della Asl - Antonio Lorido, dipartimento chirurgico

Viterbo – Teatro Unione – Stati generali della Asl – Antonio Lorido, dipartimento chirurgico


E per le altre specialità chirurgiche?
“La chirurgia generale e oncologica opera con volumi elevati su tutte le principali neoplasie addominali – colon, stomaco, pancreas, fegato – sia in chirurgia aperta sia laparoscopica. L’urologia, invece, gestisce interventi complessi che riguardano l’intero apparato genito-urinario”.

Un altro concetto centrale emerso è quello di “rete”. Cosa significa concretamente?
“Significa superare l’idea del singolo ospedale isolato. Il Dipartimento chirurgico è una rete integrata che collega il polo centrale di Viterbo con gli ospedali di Civita Castellana, Tarquinia e Acquapendente. Per rispondere ai bisogni di salute di tutta la provincia e ridurre le liste d’attesa abbiamo istituito équipe chirurgiche itineranti: sono i chirurghi che si spostano settimanalmente dal presidio centrale verso gli altri ospedali”.

Un cambio di prospettiva importante.
“Sì, è il chirurgo che si avvicina al paziente, non il contrario. Questo avviene, ad esempio, per la chirurgia generale oncologica che opera in tutta la provincia, per la chirurgia a ciclo breve multispecialistica attiva anche a Tarquinia, riducendo i tempi di attesa per interventi come ernioplastiche e colecistectomie. Anche la chirurgia vascolare effettua tutta l’attività per la patologia venosa all’ospedale di Acquapendente, rispettando pienamente i tempi di attesa”.

Quanto conta la presenza sul territorio?
“È fondamentale. Garantire un percorso completo di diagnosi, trattamento e follow-up post-chirurgico, indipendentemente dal luogo di residenza, con gli stessi professionisti che hanno preso in carico il paziente, assicura continuità di cure e rafforza il rapporto di fiducia medico-paziente. Oltre agli ambulatori ospedalieri, siamo presenti in maniera capillare sul territorio”.

Può citarci qualche esempio?
“La chirurgia a ciclo breve multispecialistica del Santa Rosa opera quotidianamente a Montefiascone, Orte, Bagnoregio e Marta. La chirurgia generale di Tarquinia è attiva anche a Tuscania e Valentano. La chirurgia vascolare è presente alla casa della salute di Soriano nel Cimino e all’ospedale di Acquapendente”.

Guardando al futuro, quale sarà il ruolo dell’innovazione tecnologica?
“L’innovazione guiderà lo sviluppo del dipartimento e dell’intera Asl. Nel 2026 introdurremo la chirurgia robotica, una tecnica che consente al chirurgo di operare attraverso una console computerizzata, manovrando bracci meccanici. Questo aumenta la precisione e riduce l’invasività degli interventi”.

Quali benefici concreti porterà?
“Consentirà un potenziamento significativo della chirurgia generale, oncologica e urologica, allineandoci alle grandi realtà metropolitane. A Civita Castellana, inoltre, verranno introdotte tecniche innovative per la chirurgia bariatrica, la chirurgia di parete laparoscopica avanzata e la proctologia mini-invasiva, ambito nel quale siamo già un centro di riferimento regionale”.

E per la chirurgia vascolare?
“Continueremo a investire sulle tecniche endovascolari di ultima generazione per la patologia aortica, introducendo l’approccio laser per la patologia venosa e incrementando le metodiche mini-invasive per il confezionamento delle fistole artero-venose nei pazienti dializzati”.


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