Viterbo – Per anni abbiamo sentito dire che il colesterolo è il nemico numero uno del cuore. Appena compare un valore un po’ alto nelle analisi, scatta il riflesso: “Tolga subito le uova!”. Ma oggi la scienza racconta una storia diversa. Non è tanto il colesterolo che mangiamo a far salire quello nel sangue, quanto il modo in cui il nostro corpo lo produce e lo gestisce.
I consigli della nutrizionista Linda Ursino
Il colesterolo non è una sostanza “cattiva”: è indispensabile per le membrane cellulari, per la produzione degli ormoni steroidei, della vitamina D e degli acidi biliari.
Solo una piccola parte (circa il 20–25%) proviene dall’alimentazione; la maggior parte è sintetizzata dal fegato, grazie a un enzima chiamato HMG-CoA reduttasi.
Ed è proprio qui che entra in gioco l’insulina: quando resta alta per troppo tempo, stimola questo enzima a lavorare di più, portando il fegato a produrre più colesterolo endogeno. In altre parole, non è il tuorlo dell’uovo a far salire i valori, ma l’eccesso di calorie e di zuccheri raffinati che mantengono elevata l’insulina.
Mi capita spesso di incontrare pazienti che arrivano dicendo: “Dottoressa, ho eliminato i formaggi e le uova, ma il colesterolo resta alto.”
In questi casi, analizzando la loro alimentazione, emerge quasi sempre una dieta ricca di carboidrati semplici, spuntini frequenti e poca attività fisica.
Correggendo il bilancio dei macronutrienti e lavorando sulla sensibilità insulinica, i valori lipidici migliorano in poche settimane — anche senza eliminare completamente gli alimenti che contengono colesterolo.
Linda Ursino
Oggi sappiamo che il valore del colesterolo totale da solo dice poco.
Conta piuttosto la qualità delle lipoproteine:
– le LDL piccole e dense sono più pericolose perché si ossidano e favoriscono la placca arteriosa;
– le HDL, invece, aiutano a rimuovere il colesterolo in eccesso.
Una dieta ad alto carico glicemico e povera di grassi buoni abbassa le HDL e aumenta le LDL dense. Anche qui, il vero regista è sempre l’insulina.
Non serve demonizzare i grassi, ma sceglierli con consapevolezza:
– Olio extravergine d’oliva, pesce azzurro, semi di lino, noci e avocado forniscono acidi grassi benefici e migliorano la risposta insulinica.
– Le fibre solubili (avena, legumi, verdure) aiutano a ridurre le LDL favorendo l’eliminazione degli acidi biliari.
– Limitare zuccheri, alcol e prodotti da forno industriali significa ridurre lo stimolo insulinico cronico e migliorare il profilo lipidico in modo naturale.
L’attività fisica è una vera terapia metabolica:
aumenta le HDL, riduce le LDL ossidate, migliora la sensibilità all’insulina e abbassa la pressione.
Bastano 30–40 minuti di camminata veloce, nuoto o bici per 4–5 giorni a settimana per vedere risultati reali.
Anche il sonno di qualità e la gestione dello stress sono fondamentali: un metabolismo equilibrato non nasce solo a tavola, ma da uno stile di vita coerente.
IN SINTESI
Il colesterolo non è un colpevole, ma un segnale:
ci parla del nostro equilibrio ormonale, del fegato e delle nostre abitudini quotidiane. Capire questo significa passare dai divieti agli equilibri, dalla paura al controllo consapevole della salute.
Fonti scientifiche
– Goldstein JL, Brown MS. The LDL receptor pathway and cholesterol homeostasis. Science. 2015.
– Ferrannini E et al. Insulin resistance and lipid metabolism. Diabetologia, 2022.
– Krauss RM. Atherogenic lipoprotein phenotype and diet. J Clin Endocrinol Metab, 2021.
– Jenkins DJA et al. Effect of a portfolio of cholesterol-lowering foods vs lovastatin. JAMA, 2003.
– EFSA Panel on Dietetic Products. Dietary Reference Values for Fats. EFSA Journal, 2010.
– European Society of Cardiology (ESC) Guidelines on Dyslipidaemias, 2023.
– Harvard T.H. Chan School of Public Health – The truth about dietary cholesterol and heart disease, 2024.
Dott.ssa Linda Ursino – Biologa Nutrizionista
Tel. 335 785 2707
Instagram: @linda_ursino_nutrizione

