Viterbo – “Non permettete a nessuno di dirvi che non valete. Non permettetelo neanche a voi stessi”. Don Massimiliano Balsi rivolto ai compagni di classe di Artem Shyliuk.
Don Massimiliano Balsi
La chiesa di Santa Maria del Paradiso era gremita ieri mattina per la celebrazione voluta dal parroco don Massimiliano Balsi per ricordare con il silenzio e la preghiera Artem, il tredicenne trovato senza vita a via Palmanova lo scorso 7 gennaio per motivi ancora da chiarire. Alla messa erano presenti i compagni di classe, gli insegnanti e la dirigente scolastica dell’istituto Pietro Egidi dove studiava Artem. E tante altre persone della comunità e del quartiere che non sono volute mancare.
Artem Shyliuk
Don Balsi si è subito rivolto ai compagni di classe di Artem, arrivati in chiesa con delle rose bianche in mano. “Non dovete permettere a nessuno di farvi dubitare di chi siete, a nessuno – ha detto don Balsi ai ragazzi con dolce fermezza -. Non permettete a nessuno di dirvi che non valete, non dovete permetterlo neanche a voi stessi. Perché spesso il primo nostro nemico siamo proprio noi stessi”.
Un richiamo delicato e velato al tragico gesto che avrebbe compiuto Artem. Gesto che ha lasciato sgomenti soprattutto gli amici e i compagni di classe del tredicenne ucraino. Un gesto che potrebbe essere conseguenza un caso di bullismo.
Un pensiero anche agli insegnanti presenti: “Il vostro non è un lavoro, è una vocazione – ha detto don Balsi -, il vostro ruolo nella crescita personale oltre che culturale di questi ragazzi, è fondamentale”.
E poi, un pensiero anche ai genitori. “Non dovete essere amici dei vostri figli, dovete essere innanzitutto i genitori. Dovete essere attenti, e soprattutto ascoltare. Anche quando sembra che va tutto bene. Ascoltare attentamente, sempre”.
La chiesa di Santa Maria del Paradiso
“Tutti si domandano il perché accadano certe cose – ha proseguito don Balsi -. Oltre al perché e al dolore profondo di questi momenti, ci deve essere un insegnamento in tutto questo. E come comunità dobbiamo stringerci al dolore di questa famiglia e, per quanto ci è possibile, fare in modo che certe cose non accadano più”.
Un momento di preghiera di silenzio e di condivisione apprezzato dalla mamma di Artem che, pur non essendo presente, ha fatto arrivare alla comunità i ringraziamenti per la vicinanza.
Viterbo – Via Palmanova dove viveva Artem Shyliuk
Le rose bianche portate dai compagni di classe di Artem sono state benedette al termine della messa e poi portate sotto casa della famiglia da alcuni ragazzi, insegnanti, genitori, e da don Balsi. La sorella con il fidanzato sono scesi da casa e si sono fermati a parlare con loro. Il padre di Artem è invece trattenuto in Ucraina a causa del conflitto bellico con la Russia.
“Ho voluto questa celebrazione – ha raccontato a Tusciaweb don Balsi -, per pregare insieme come comunità per Artem e la sua famiglia. Famiglia che sta affrontando il momento più buio. Per invocare luce, consolazione e forza. La grande partecipazione che c’è stata è il segno tangibile della vicinanza dell’intera comunità”.
Irene Temperini



